Il funerale26 luglio 2026 alle 01:01Il parroco di Orotelli non riesce a trattenere le lacrime durante l’omelia
Un’omelia pronunciata dal parroco in lacrime, un paese intero che si è fermato per accompagnare nel suo ultimo viaggio Fabrizio Pittalis, il giovane di 18 anni morto venerdì all’alba mentre lavorava nell’ecocentro di Oniferi, travolto dalla benna di un muletto durante le operazioni di movimentazione dei rifiuti. Ai funerali, celebrati ieri sera nella chiesa dello Spirito Santo di Orotelli, e la mattina nella cappella dell’ospedale San Francesco, sono state centinaia le persone unite nel dolore. Tra loro, anche i titolari e i colleghi di lavoro. Nella chiesa parrocchiale, è stato impossibile contenere le lacrime della folla: amici, compagni di scuola, “fedales” della leva, associazioni e cittadini hanno riempito ogni banco, mentre molti sono rimasti all’esterno perché non c’era spazio per tutti. E fuori dalla parrocchia, gli amici di Fabrizio hanno portato anche il suo cavallino, quello che adorava e con cui era cresciuto. «Fabrizio era un ragazzo amato e apprezzato», è ciò che si ripete dal giorno dell’incidente.
La commozione
Il parroco don Michele Pittalis non è riuscito a contenere l’immensa commozione, e ha pronunciato l’omelia in lacrime per circa venti minuti. Ha cercato di dare conforto a una famiglia e una comunità sotto choc. «A noi sacerdoti è chiesto spesso di aiutare a dare un senso agli eventi e alle situazioni, ad offrire risposte a domande a cui, però, noi stessi facciamo fatica a rispondere - ha detto il don Pittalis -. Dinanzi alla prematura e tragica morte di Fabrizio tutti ci siamo chiesti: perché tutto questo dolore? Se c’è un primo atteggiamento che oggi è necessario per tutti noi, è allora l’umiltà. L’umiltà di non voler comprendere tutto, di riconoscere che non abbiamo una risposta a quella terribile domanda».









