I giudici della Corte di Cassazione non hanno accolto il ricorso straordinario presentato dai legali del cinquantacinquenne di Gela (Caltanissetta) Cristoforo Palmieri, confermata così la condanna dell’imputato, a dieci anni di reclusione, per l’omicidio di Crocifisso Sartania, ucciso trentuno anni fa, nelle campagne di Acate (Ragusa). Il corpo venne dato alle fiamme per eliminare qualsiasi traccia. Furono i collaboratori di giustizia a fare dichiarazioni che portarono a riaprire la vicenda, dopo diversi anni. Palmieri era già stato condannato, lo scorso anno, sempre dalla Corte di Cassazione, visto che il suo ricorso e quello di un altro imputato, Carmelo Curvà (a sua volta condannato a dieci anni di detenzione con sentenza definitiva) non vennero accolti dai giudici romani. Il no al ricorso straordinario, presentato dai difensori di Palmieri, gli avvocati Cristina Alfieri e Salvatore Pace, è stato motivato dai giudici capitolini con l’assenza dei presupposti per entrare nelle scelte interpretative condotte sempre dalla Cassazione, lo scorso anno. Secondo i difensori, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Rosario Trubia, ex vertice di Cosa nostra gelese, non attribuirebbero responsabilità a Palmieri per l’omicidio.Al ricorso straordinario si erano opposti sia la procura generale sia le parti civili (familiari di Sartania), rappresentati dall’avvocato Carmelo Tuccio. Le motivazioni sono state pubblicate.