Ä stato come una liberazione l’abbraccio tra Renzo Caponetti il presidente storico dell’antiracket e Salvino Legname uno dei suoi più fidati collaboratori che si è assunto l’onore di proseguire l’attività dopo l’indagine per truffa aggravata che ha coinvolto Caponetti e la moglie e che ha portato nel 2022 alla cancellazione dell’associazione dedicata a Gaetano Giordano fondata nel 2005.
L’assoluzione del presidente storico ha chiuso un capitolo molto delicato. Legname, dopo quei fatti, ha fondato una nuova associazione che non porta più il nome del profumiere ucciso dalla mafia nel 1992. Con un direttivo composto da soggetti molto vicini a Renzo Caponetti e una cinquantina di associati rimasti dei 200 iscritti durante la gestione di Caponetti, ha portato avanti l’attività in questi tre anni e mezzo in cui il presidente storico ha dato battaglia con i suoi legali per difendere il suo onore macchiato dall’accusa di aver truffato lo Stato tramite il contributo erogatogli come vittima di mafia.
Dopo la sentenza assolutoria Legname lo sollecita a ritornare in campo. «Credo che Renzo Caponetti debba essere nominato presidente onorario – dice Legname – e poi bisognerà indire nuove elezioni e se lui vorrà si candiderà. Ma bisogna andare avanti. L’inchiesta del 2022 ha causato un grande dolore a lui e alla sua famiglia ma anche un duro colpo ad un’associazione in piena attività che tutta l’Italia ci invidiava. Non possiamo permetterci il lusso di lasciare il territorio senza un presidio di legalità che è fondamentale. Arrivano brutti segnali. C’è chi è uscito dal carcere e vuole cambiare vita e chi no, pizzo e intimidazioni non sono scomparsi. Noi vogliamo continuare a lottare e la presenza di Renzo Caponetti con la sua esperienza è un valore aggiunto».








