Un pescatore si è recato in ospedale con dolori addominali lancinanti e parametri vitali alterati. I medici scoprono un’anguilla di 65 cm ancora viva che aveva perforato l’intestino. Il pesce è entrato nel retto mentre era a pesca.
A sinistra la radiografia addominale, a destra l'anguilla viva estratta dall'addome. Credit: Mokbul et al., Int. J. Surg. Case Rep., 2026
Questa è probabilmente la storia più assurda che leggerete quest'oggi. Un uomo di 55 anni del Bangladesh si è recato in ospedale con dolori addominali fortissimi e parametri vitali alterati. I medici, constatando un quadro clinico molto preoccupante, hanno immediatamente sottoposto il paziente a radiografie e a una urgente laparotomia. Ciò che hanno trovato nel corpo dell'uomo li ha lasciati di stucco: nella cavità peritoneale c'era un'anguilla viva di 65 centimetri che si dimenava. Il pesce aveva provocato una significativa perforazione dell'intestino all'altezza del sigma e determinato contaminazione fecale della cavità peritoneale.
Il paziente, un pescatore, ha affermato che l'anguilla era finita tra i vestiti mentre stava pescando e in qualche modo si è infilata nel suo addome passando dall'ano. Riteneva che sarebbe uscita da sola o che comunque sarebbe morta e se ne sarebbe liberato evacuando, ma questa esperienza surreale si sarebbe conclusa con la morte del paziente, dato che il peritoneo aveva anche una significativa contaminazione di feci con contestuale, altissimo rischio di infezione letale. Senza contare che l'anguilla viva avrebbe potuto provocare ulteriori danni agli organi interni. La radiografia mostra la presenza dell'anguilla e di aria nella cavità addominale del paziente. Credit: Mokbul et al., Int. J. Surg. Case Rep., 2026 A descrivere l'assurdo caso clinico è stato un team internazionale guidato da medici del Dhaka Medical College (Bangladesh), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Sylhet MAG Osmani Medical College, del Dipartimento di Chirurgia del Sheikh Hasina Medical College Tangail e del Silverline Hospital di Kathmandu (Nepal). Gli specialisti, coordinati dai dottori Mobin Ibne Mokbul e Mostafa Nawys, hanno affermato che il paziente 55enne non ha cercato aiuto per 24 ore sperando che l'imbarazzante situazione si risolvesse da sola. Tuttavia, dopo l'"incidente di lavoro" ha sviluppato dolori lancinanti all'addome, rigidità e segni di peritonite. Quando è arrivato al pronto soccorso i medici hanno rilevato battito cardiaco accelerato (tachicardia) e pressione molto bassa (ipotensione). La radiografia (RX) ha mostrato pneumoperitoneo (ovvero la presenza di gas al di sotto del diaframma), presenza di feci libere nella cavità peritoneale, perforazione intestinale di circa 5 centimetri a livello del colon sigmoideo o sigma – l'ultima porzione del colon prima del retto, lunga circa 40 cm e con una caratteristica forma ad S – e soprattutto l'ombra dell'anguilla di 65 cm.













