Uno dei primi vide la luce a Taurano, in provincia di Avellino: chiuso l’ultimo distributore di benzina, l’onere di gestire le pompe venne preso in carico dall’amministrazione comunale. A breve se ne avranno uno anche Ripatransone e Castignano, nell’Ascolano, dove – potere della transizione energetica – alle colonnine di diesel e benzina saranno affiancate anche quelle per la ricarica dei motori elettrici. C’è, poi, chi ha completato l’opera con l’installazione di un lavaggio automatico e chi ha trovato il modo per scontare il pieno alle famiglie più povere.
Nella aree remote, vittime dello spopolamento, sempre più spesso sono i municipi a garantire un servizio fondamentale come il rifornimento di carburante sgravando abitanti, imprese e forze dell’ordine del territorio di viaggi obbligati verso i paesi vicini per riempire il serbatoio di auto e mezzi. Stemma ben visibile sulle colonnine e prezzo calmierato o, quantomeno, allineato ai minimi regionali, i distributori di benzina di proprietà del comune stanno prendendo sempre più piede. E con il costo dei carburanti schizzato alle stelle, la “benzina del sindaco”, nata per contrastare la scomparsa di un altro servizio essenziale nei paesi dell’entroterra, finisce per costituire un vantaggio competitivo per chi vive in piccole comunità più o meno sperdute.








