La gara è ancora lontana, ma l’importo da quasi un miliardo e mezzo ha già messo in fibrillazione il settore. Con tanto di allusioni, veleni e richieste di dimissioni. Accade in Sicilia, dove il governo Schifani prima di chiudere la legislatura dovrebbe arrivare alla sottoscrizione dei contratti con chi nel prossimo futuro si occuperà delle della continuità territoriale marittima con le isole minori. Tra Eolie, Ustica, Egadi, Pantelleria e Pelagie, i collegamenti via nave sono al centro della vita di centinaia di migliaia di persone all’anno, se oltre ai residenti si considerano i tanti turisti che le scelgono come meta per le vacanze.

I servizi attualmente sono erogati e ripartiti tra le società Caronte&Tourist e Liberty Lines di proprietà delle famiglie Franza e Morace che, per il tramite della società Navigazione Siciliana, nel 2016 hanno sottoscritto una convenzione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nello specifico, a occuparsi tramite gli aliscafi del trasporto passeggeri su tutti i sette lotti in cui sono state divise le rotte dell’isola è la Liberty Lines, mentre Caronte&Tourist opera nel di trasporto marittimo passeggeri, veicoli e merci (anche pericolose) utilizzando i traghetti.