Nessun intervento straordinario sulle casette-rifugio delle colonie feline di Castel San Pietro Terme: l’amministrazione comunale risponde negativamente alla richiesta di sopralluoghi e ripristini avanzata da Fratelli d’Italia, precisando che la legge non contempla tali manufatti come elementi essenziali. A sollevare la questione è stato il consigliere comunale del gruppo FdI, Giovanni Bottiglieri, che attraverso un’interpellanza scritta ha raccolto le segnalazioni di diversi residenti. Il consigliere ha evidenziato come "varie colonie feline sul territorio comunale presentano le casette rifugio in uno stato non consono per adempiere al compito prefissato".

Un problema ritenuto urgente soprattutto in vista dei mesi più caldi: "Con l’arrivo dell’estate e quindi delle forti ondate di calore è fondamentale per i gatti avere luoghi ben tenuti ed attrezzati per potersi così riparare all’ombra, abbeverarsi e nutrirsi". Bottiglieri ha quindi sollecitato un sopralluogo degli addetti preposti per verificare le criticità e porvi rimedio. La replica dell’Amministrazione, firmata dall’assessora all’Ambiente Silvia Serotti, ha tuttavia respinto l’impostazione dell’interpellanza facendosi forza della normativa nazionale e regionale. Il Comune ha ricordato che la tutela pubblica è incentrata su aspetti sanitari, censimento e sterilizzazioni, mentre la colonia è un’aggregazione di animali liberi nel proprio habitat. Come si legge nella risposta formale, "la colonia felina non è una struttura di ricovero, ma un insieme di gatti liberi che vivono stabilmente in un determinato territorio". Di conseguenza, "eventuali ripari o manufatti hanno carattere meramente accessorio e organizzativo, non essenziale", motivo per cui le dotazioni presenti non possono essere equiparate a quelle delle strutture di custodia.