La guerra commerciale.25 luglio 2026 alle 00:43Confermata la tassazione al 10%. La filiera sconta la situazione di incertezza

Gli Stati Uniti varano una nuova ondata di dazi nei confronti di sessanta partner commerciali. Le tariffe avranno misure comprese tra il 10 e il 12,5 per cento e sostituiscono le misure temporanee in vigore dalla scorso febbraio. Washington ha motivato il provvedimento con la necessità di vietare l’arrivo sul territorio federale di prodotti realizzati con il lavoro forzato. A cambiare è il metodo di calcolo utilizzato dagli uffici federali: il nuovo schema daziario prevede un tetto massimo di imposizione andando a sostituire il sistema di dazio base corretto caso per caso in base al tipo di merce. Un limite all’esazione che la Commissione europea ha salutato positivamente. I funzionari hanno spiegato che il nuovo schema è migliorativo rispetto ai precedenti accordi assunti con gli Usa.

Negoziati

Ma la conferma del dazio al 10% per il Pecorino Romano mette in allarme il Consorzio di tutela, che chiede alla politica maggiori misure di sostegno. Perché è vero che Washington ha lasciato invariato il prelievo tariffario sul formaggio prodotto tra Sardegna, Lazio e Toscana, ma espone la filiera a notevoli incertezze: un’ipoteca su ricavi e utili che potrebbe essere più leggera qualora i negoziati in corso con gli Usa si concludessero con l’esenzione di questa specialità casearia. Gianni Maoddi, presidente dell’ente di tutela, è netto nel chiedere un piano di azione preciso: «Ci servono aiuto e supporto da parte della politica, di quella nazionale e di quella regionale, con azioni e interventi immediati a supporto di un comparto che è fondamentale per l’economia della Sardegna e dell’agroalimentare italiano».