Sanno chi sono e hanno le idee chiare sul ruolo che hanno svolto sabato scorso. Li hanno individuati, il loro volto (e probabilmente le loro generalità) è destinato a finire al centro di un’informativa giudiziaria. Un atto d’accusa destinato alla Procura di Napoli e alla Procura per i minorenni. Sono i picchiatori del sabato sera, quelli che hanno agito in Largo Giusso, in piazzetta Orientale. Ricordate la storia? Tre ragazzini feriti, studenti napoletani aggrediti senza un motivo, costretti a subire interventi chirurgici dopo essere stati circondati e aggrediti da un gruppo di giovanissimi. Un caso che non è rimasto lettera morta. Anzi. Indagini in corso, gli inquirenti non sono rimasti a guardare.

Pozzuoli, il momento del furto al pub: portate via bottiglie di alcoliciHanno ascoltato testimoni - in particolare commercianti della zona del centro storico - e hanno acquisito frame dal sistema di videosorveglianza. Non è impossibile azzardare una ipotesi: il branco di picchiatori potrebbe essere identificato a stretto giro. Chiara anche la ricostruzione emersa dall’inchiesta condotta sul campo dal Mattino - all’ombra dell’Orientale - nei giorni successivi al raid dello scorso week end. In sintesi, i picchiatori in azione erano quattro o cinque. Ed erano spalleggiati da un gruppo di almeno una dozzina di persone. Trova conferma quanto ricostruito sin dalle primissime testimonianze, a proposito dell’azione messa in atto da almeno una ventina di soggetti. C’è chi ha circondato e immobilizzato le vittime, chi ha sferrato colpi. Una ricostruzione che potrebbe trovare conferma nelle prossime ore dal lavoro degli inquirenti.IL RETROSCENA Verifiche sul campo dagli agenti del commissariato Decumani e dagli uomini della Squadra Mobile del primo dirigente Mario Grassia, alla luce del lavoro svolto in questa settimana. Giovani e violenti. Esponenti di un gruppo di soggetti originari del centro storico. Nel branco anche dei minorenni (mentre non risultano presenze di under 14, come era emerso nelle prime ore successive l’assalto di sabato notte). Nei loro confronti potrebbe scattare anche una richiesta di rinvio a giudizio, alla luce del disegno di legge noto come “anti maranza”, varato di recente dal governo Meloni. Più facile finire sotto processo, dunque, c’è una stretta sulle gang metropolitane. Ma torniamo alle indagini sull’episodio di sabato scorso. Se la sono presa con tre ragazzi che stavano tornando a casa, all’esterno del perimetro della piazzetta cosiddetta della Orientale. Un reportage condotto in questi giorni spiega e conferma un dato su tutti: l’assalto è avvenuto senza motivo, al netto della esigenza di qualcuno di rimarcare il proprio dominio sul territorio. Stessa logica dei cosiddetti maranza a Milano o in altre aree metropolitane del nord di Napoli.Violenza e appartenenza (la congiunzione diventa copula). Ed è uno dei primi aspetti riversato nelle denunce iniziali da parte dei genitori dei tre ragazzi aggrediti: la totale mancanza di antefatto, di movente. Non c’era una provocazione, un gesto inconsulto, uno sguardo di troppo. Né qualcuno ha per errore calpestato la scarpa di qualcun altro. Zero prequel. E ci sarebbe un altro dato che sta venendo fuori in queste ore. Alcuni picchiatori sarebbero recidivi. Hanno già sfoderato violenza e idiozia contro altri ragazzi. Inchiesta in corso, parliamo comunque di reati che potrebbero non far scattare le manette ai polsi dei responsabili. Inchiesta per lesioni gravi e per l’uso di armi bianche, non è detto che ci siano gli estremi di una richiesta di arresto, dal momento che alcuni aggressori sono minorenni (e formalmente incensurati). Episodio grave che non dovrebbe comunque rimanere impunito. Si va avanti con denunce penali, ma anche con segnalazioni agli assistenti sociali. Il resto è storia di un’inchiesta che attende esiti e sviluppi, riscontri e punti fermi.IL CONTESTO Si parte da un dato. La localizzazione del branco. Sono della zona, vogliono imporsi con la violenza. Logica di dominio che non dovrebbe aver alcun movente economico o camorristico. Come per le bande di immigrati di terza generazione, qui il branco punta a una sola conquista: dimostrare la propria esistenza agli occhi di tutti, in una zona amata da napoletani e turisti; riempire il nulla della propria esistenza, sferrando colpi in modo vigliacco: come quando ad agire sono in venti soggetti armati contro tre ragazzini inermi.