Forse sarebbe anche ora di smetterla con le stucchevoli polemiche sulla gestione della pandemia Covid. Sono passati sei anni, il mondo è completamente cambiato, la scienza è cambiata e noi ancora impegniamo il Parlamento a discutere sul nulla. Ovvero non sulla scienza, ma su sterili polemiche dai meschini risvolti politici senza nessuna possibile ricaduta sulle future strategie sanitarie.
Parole fini a sé stesse e alle voci urlanti dei demagoghi. Di nessun interesse per i cittadini, tantomeno per i ricercatori e gli studiosi. Il reintegro o simil tale dei medici no vax radiati dagli Ordini professionali è un insulto a quanti si sono spesi generosamente mettendo a rischio la propria vita e quella dei loro familiari nel cercare di assistere i malati e arginare l’ondata pandemica. Un affronto alla memoria di chi non c’è più. Un attacco gratuito e ingiustificato all’autonomia degli Ordini. Se vogliamo discutere di scienza allora i dati sono chiari, basta volerli leggere, ma non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Sul ruolo dei vaccini ha scritto chiaramente Giuseppe Remuzzi su la Lettura del 12 luglio scorso, riportando importanti e inequivocabili dati scientifici: oggi sappiamo bene gli straordinari benefici che hanno portato a fronte di limitatissimi effetti collaterali e tossicità, i milioni di vite umane salvate grazie al loro utilizzo capillare. In medicina non esistono farmaci privi di effetti secondari, il bilancio è sempre fra gli effetti positivi e quelli negativi ma nel caso dei vaccini non ci sono dubbi di sorta.






