Una cena dei corrispondenti della Casa Bianca più contenuta e dai toni più sobri rispetto al gala dello scorso aprile segnato dal tentativo di irruzione armata di Cole Allen, il presunto attentatore di Donald Trump.

Ma la presenza di Trump a questo ’gala-bis’, dove la Casa Bianca garantisce lo “show” del presidente, ha trasformato l’hotel Waldorf Astoria nella capitale in una sorta di fortezza blindata. Nel mezzo di misure di sicurezza rafforzate dal Secret service, il tycoon torna all’evento che ha snobbato per anni.

Alla cena, organizzata in un hotel diverso rispetto alle consueta location del Washington Hilton e in un periodo insolito dell’anno, Trump parla davanti a una platea di giornalisti, compresi quei ’fake media’, costante bersaglio a vario titolo delle sue ire.

“Il discorso del presidente sarà un mix di toni unificanti eppure feroci, seri e al contempo esilaranti: se riuscite a immaginarlo”, ha anticipato la portavoce Karoline Leavitt in una nota promettendo che “uno spettacolo coinvolgente” e alimentando le aspettative su “The Dinner” (La Cena), come è comunemente noto a Washington l’evento, scandita dalla satira. Un’occasione, per i corrispondenti della Casa Bianca, per ribadire dal palco, ancora una volta, l’importanza del Primo Emendamento davanti a The Donald.