Sui tavoli del Governo potrebbe arrivare presto il quinto decreto legge per tagliare le accise dei carburanti. Per finanziare gli sconti sarà riattivato il meccanismo delle accise mobili: che però, con l’extragettito di giugno, può offrire un aiuto poco più che simbolico, e andrà quindi rafforzato con coperture alternative. Nell’attesa che, ad agosto, entri in campo l’Iva, più consistente, incassata a luglio.

L’accelerazione

Dopo giorni di esitazione, la corsa continua dei prezzi e il pressing insistente delle opposizioni spingono il Governo ad accelerare. Ieri, come fatto filtrare da Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno avuto un lungo confronto telefonico da cui è emersa l’esigenza di intervenire al più presto. In agenda, l’ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva è fissato per il 4 agosto: ma vista l’emergenza, non è improbabile un intervento più vicino.

I prezzi

Pesa la necessità politica di dare un segnale agli italiani alla vigilia del mese delle vacanze, mentre il gasolio ha sfondato da giorni la soglia simbolica dei due euro al litro e si avvicina ai massimi storici del marzo 2022. Nel monitoraggio del ministero delle Imprese, ieri era arrivato a 2,161 euro al litro, cioè 27,7 centesimi sopra i livelli di inizio mese e a soli 7 dal picco assoluto del 15 marzo di quattro anni fa. In aumento, ma più moderato, anche la benzina, che ha raggiunto quota 1,968 euro al litro (+16,2 cent da inizio mese). Il diverso andamento dei due carburanti potrebbe portare a un taglio differenziato: anche perché le coperture sono ancora da definire. Uno sconto generalizzato intorno ai 20-25 centesimi costerebbe circa 140 milioni a settimana. Non pochi, per un bilancio pubblico che continua a essere tirato al massimo e, come mostrano i precedenti, spinge a concentrare di più gli sforzi sul carburante più caro.