VERONA. Più di un terzo dei trentini che si muovono in aereo scelgono il Catullo, come aeroporto di riferimento, percentuale che sale al 50% se si considera anche Venezia. È questo che evidenzia un’analisi sul traffico da e per il territorio Trentino realizzata dal Catullo. Analisi da cui emerge, allo stesso modo, che quasi il 35% dei turisti destinati al Trentino si appoggia all’aeroporto scaligero. Dati questi che permetteranno ora di immaginare traiettorie di sviluppo più mirate, rispetto a ciò che serve ai consumatori. Con un impegno solenne: «Stiamo lavorando per ripristinare il collegamento per Roma, speriamo di renderlo operativo il prima possibile» assicura Camillo Bozzolo, Save Spa, direttore Sviluppo Aviation del Catullo, che nel mirino ha tuttavia un bersaglio più grosso. Raggiungere i 5 milioni di persone l’anno, nuovo target dopo i lavori al secondo terminal.
Le cifre di chi parte. Ma restando all’analisi, i voli dei Trentini che viaggiano e quelli dei turisti che hanno come destinazione principale il Trentino, sono noti: 700mila persone l’anno, 1,4 milioni di passeggeri. Quanti di questi passano dal Catullo, aeroporto gestito da Save Spa e considerato strategico anche dalla Provincia di Trento che ha investito ormai anni fa per restare nella compagine sociale (ora è socia di minoranza, con il 14,8%)? Quelli che partono dal Trentino muovendosi con l’aereo sono in generale 280mila persone nel solo 2025. Il 35% di questi sceglie Verona come aeroporto di partenza (e arrivo). Significa 100mila persone. È in assoluto l’aeroporto più usato. A seguire, Bergamo, Malpensa e aeroporti di Venezia. «Verona, assieme a Treviso e Venezia intercetta il 50% dei viaggiatori trentini - spiega Bozzolo - ma quel che più conta è che la percentuale è in aumento: nei 12 mesi precedenti era ferma al 31%, per quanto riguarda Verona, e al 45% per la sommatoria degli aeroporti del Nordest. Significa che il lavoro che stiamo facendo porta frutti».











