Otto anni di reclusione per Franco Vacchina e assoluzione per Davide Bertello: è questa la sentenza emessa oggi dal Tribunale di Asti per la tragica morte di Matilde Baldi, la ventenne che ha perso la vita a causa dell'incidente avvenuto la sera dell'11 dicembre 2025 sull'autostrada Asti-Cuneo. I giudici non hanno accolto l'ipotesi della gara clandestina sostenuta dal pubblico ministero Sara Paterno, che aveva chiesto una condanna a 10 anni per Vacchina, commerciante astigiano di pneumatici, e a 5 anni per Bertello, imprenditore torinese.
Per conoscere i dettagli del percorso logico seguito dalla corte occorrerà attendere settembre, quando verranno depositate le motivazioni della sentenza. La tragedia si è consumata mentre la giovane, commessa e studentessa universitaria, stava rientrando a casa a Montegrosso a bordo di una Fiat 500 guidata dalla madre Elvia Pia, rimasta gravemente ferita nell'impatto. Poco prima dello scontro l'utilitaria viaggiava a circa 73 chilometri all'ora nella corsia di mezzo. Alle sue spalle sopraggiungeva a velocità elevatissima, intorno ai 200 chilometri all'ora, la Porsche GT3 RS condotta da Franco Vacchina, seguita a un solo secondo di distacco dalla seconda supercar guidata da Bertello. Vacchina ha tentato di giustificare l'accaduto affermando di aver atteso la fine di un sorpasso della 500 per poi accelerare e di aver perso il controllo del mezzo a causa del cambio automatico che ha scalato due marce, oltre all'imponente potenza di oltre 600 cavalli della vettura. Bertello, dal canto suo, è riuscito a evitare l'impatto scartando all'ultimo istante sulla corsia di emergenza.











