Reggio Emilia, 24 luglio 2026 – “Una morte ingiusta, precoce e violenta” – con queste parole don Davide Poletti, ha definito la scomparsa a soli 41 anni di Alessandro Magnani, morto lo scorso 14 luglio, dopo un giorno di agonia, a seguito dell’incidente avvenuto nelle campagne della Bassa Reggiana con la bicicletta di Paolo Belli. Sinistro su cui è aperto un fascicolo per accertare le responsabilità dell’accaduto e che vede il noto cantante e conduttore televisivo di Carpi, iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto per poter svolgere accertamenti del caso, per l’ipotesi di omicidio stradale.

La frase è stata pronunciata dal prete durante i funerali del ragazzo, che si sono tenuti oggi pomeriggio nella chiesa dell’Immacolata Concezione di via Bismantova a Reggio Emilia, in un clima di profonda commozione e dolore collettivo.

La commozione dei suoi ragazzi e i simboli delle sue passioni

Una folla ha accolto il feretro con cartelloni pieni di foto di momenti felici, magliette in suffragio indossate dagli amici più stretti e le sue allieve dell’Academy volley Progetto Intesa in lacrime, insieme ai genitori e a tutta la comunità del quartiere in cui Magnani, per tutti “Magnaus”, aveva vissuto per anni, prima di trasferirsi a Canolo di Correggio (RE), facendo il catechista e organizzando tornei di pallavolo per i ragazzi della parrocchia.