di
Nicolò Franceschin
Il club ha introdotto delle nuove regole nell'Academy per regolare la gestione del colpo di testa e promuovere uno stile di gioco basato sul possesso del pallone
Il progetto Como abbiamo imparato a conoscerlo: visione e prospettiva. In campo, per lo stile di gioco, la filosofia e le idee con cui Fabregas guida la squadra. Fuori, tra gli investimenti fatti per rendere il club un brand e un riferimento non solo calcistico e le strategie che da anni muovono il mercato. Costruisce il presente, pensando al futuro. Ed è in tale ottica che si innestano le nuove regole introdotte per la sua Academy. Al centro la volontà di proteggere la salute cerebrale dei suoi bambini e giovani, andando a regolare la gestione del colpo di testa. In che modo? Tutelando il benessere dei calciatori e favorire uno sviluppo tecnico più efficace nel lungo periodo. I più piccoli (Under 10 e Under 11) non potranno eseguire colpi di testa. Per gli Under 12, invece, verranno insegnati con pallone leggero runner. Fino ai più grandi dove questi gesti tecnici ci saranno, ma sarà comunque privilegiato uno stile di gioco basato sul possesso del pallone. L’idea su cui si fonda questo nuovo percorso è una: «proteggere prima di tutto i giovani giocatori, per poi insegnare il colpo di testa in modo controllato quando sono pronti – la spiegazione nel comunicato del club -. Nelle fasce d'età più giovani, l'attenzione sarà rivolta più al contatto con il pallone, alla capacità decisionale, al gioco effettivo e a un percorso chiaro che costruisca fiducia e tecnica passo dopo passo». Un approccio che si pone in direzione delle più recenti linee guida per il calcio giovanile, volte a ridurre al minimo l'esposizione non necessaria ai colpi di testa nelle categorie più giovani, andando poi a introdurre gradualmente questa tecnica lungo il percorso di crescita. Attenzione che sarà presente per l'esposizione ai colpi di testa in prossimità delle partite, chiedendo agli allenatori di evitare un carico non necessario di esercitazioni con il colpo di testa nel periodo immediatamente precedente e successivo alle gare. Raphaël Varane, membro del Board of Education di Como 1907, ha commentato la scelta del club: «Ho parlato più volte della necessità di prendere sul serio gli impatti alla testa nel calcio e dell'assoluta importanza di proteggere i nostri bambini. Per i giovani giocatori, l'approccio migliore è fatto di regole chiare, buona formazione, consapevolezza e di una cultura in cui il benessere e la sicurezza vengano prima di tutto. Questo percorso riduce i contatti non necessari nelle età più giovani, quando il cervello è ancora in fase di sviluppo, e poi insegna la tecnica del colpo di testa in modo corretto, passo dopo passo, con il giusto controllo».Una scelta che da una parte tutela la salute e dall'altra garantisce anche uno sviluppo migliore nella gestione delle situazioni, nella crescita del problem solving dei ragazzzi e nella ricerca di uno stile di gioco palla a terra, come spiegato da Osian Roberts, Head of Development del Como 1907, ha aggiunto: «Lo sviluppo dipende dall'ambiente che si crea attorno al giocatore. A queste età vogliamo lavorare più tempo con il pallone, trasmettere maggiore capacità di osservazione del gioco, di problem solving e di prendere decisioni con calma. Limitare il colpo di testa nelle categorie più giovani va in questa direzione. Poi lo introduciamo in modo strutturato, con limiti chiari, affinché i giocatori possano apprendere la tecnica con attenzione e sicurezza». Queste le regole introdotte per l’Academy










