Le notizie sul complicato rapporto tra social e minori sono ormai quotidiane. L’ultima, in ordine di tempo, riguarda TikTok. Nelle scorse ore la Commissione Europea ha inviato alla piattaforma cinese le conclusioni preliminari di una sua indagine “secondo cui gli account TikTok di minori non soddisfano le norme di sicurezza previste dal Digital Service Act”, il regolamento sui servizi digitali dell’Unione Europea.
Su TikTok, infatti, i minori possono scegliere di impostare il proprio account come "pubblico". Ciò significa che qualsiasi utente, compresi quelli privi di un account TikTok, può visualizzare i contenuti dei minori. “Tale esposizione potrebbe comportare contatti indesiderati da parte di potenziali autori di reati e il rischio che i contenuti possano essere utilizzati a fini di bullismo online”, si legge nella nota della Commissione.
A cosa porterà questa indagine è presto per dirlo con certezza. Ma va nella giusta direzione. Quella cioè di chiedere alle piattaforme di cambiare. E non quella di imporre ai ragazzi di non entrarvi.
Si, perché questa indagine segue di qualche giorno il divieto francese di accesso ai social per i minori di 15 anni. Una legge che copia, in parte, quella australiana in vigore dall’inizio dell’anno che vieta Instagram, TikTok, Facebook e così via ai più piccoli di 16 anni.










