Il cappellano dell'Istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano, don Claudio Burgio, non ha nascosto la sua disapprovazione nei confronti della nuova norma sui minori che ha ricevuto il via libera del governo giovedì 23 luglio. Intervistato da Radio Vaticana, il sacerdote sostiene che il provvedimento rappresenti "un passo indietro" e "sempre più una forma di giustizia che in qualche modo non rispetta l'età dei ragazzi e la loro coscienza". Il riferimento è al disegno di legge che modifica l'articolo 98 del codice penale sull'imputabilità dei minorenni. La novità principale riguarda l'onere della prova: finora un giudice doveva accertare caso per caso se il minore tra i 14 e i 18 anni fosse capace di intendere e di volere al momento del reato. Con la nuova norma, invece, questa capacità si presume, salvo prova contraria. Il provvedimento, presentato dal governo come tassello finale di una serie di misure avviate con il decreto Caivano contro l'aumento della criminalità minorile, non è ancora operativo: dovrà essere approvato dal Parlamento.Per don Burgio la nuova impostazione non tiene conto della reale condizione psicologica degli adolescenti coinvolti in reati. "I ragazzi a 14, 15, 16 anni, a volte purtroppo anche dopo, sono profondamente incoscienti, ancora immaturi, a volte non riescono a percepire la gravità dei loro reati", ha spiegato il cappellano, ricordando che "spesso questi ragazzi non sono stati educati in un codice etico, un codice di valori". Il sacerdote critica anche il linguaggio usato nel dibattito pubblico attorno a questi episodi. "Parlare di maranza, parlare di baby gang significa voler semplificare un fenomeno giovanile di disagio molto profondo", ha detto, aggiungendo che "a volte gli slogan, le etichette impediscono di guardare in profondità e di prendere poi decisioni che siano lungimiranti".
Norma anti-maranza, parla Claudio Burgio: "È un passo indietro, non rispetta l'età dei ragazzi e la loro coscienza"
Il cappellano dell'istituto minorile di Milano Cesare Beccaria ha commentato con toni critici la norma che ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri










