Roma, 24 lug. (Adnkronos Salute) - “La realizzazione della Casa di comunità all’interno della Casa circondariale di Rebibbia rappresenta un segnale concreto della volontà di rafforzare la sanità territoriale anche nei contesti più complessi e fragili del Paese”. Così Antonio Magi, segretario generale Sumai Assoprof, a nome del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell'area sanitaria, esprime apprezzamento “al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, al direttore generale della Asl Roma 2 e a tutto il dipartimento che ha seguito il progetto per aver trasformato un impegno in una realtà concreta. È un investimento - continua - che mette al centro il diritto alla salute e dimostra come le Case di comunità possano diventare il punto di riferimento dell’assistenza territoriale anche in ambito penitenziario”.

“Questa iniziativa conferma una convinzione che il Sumai Assoprof sostiene da sempre - spiega Magi in una nota - Le Case di comunità possono funzionare soltanto se vengono dotate delle professionalità necessarie. Tra queste, la specialistica ambulatoriale interna rappresenta un elemento imprescindibile. Gli specialisti ambulatoriali convenzionati operano da oltre cinquant’anni sul territorio, conoscono i bisogni assistenziali della popolazione e sono la componente più idonea a garantire visite, diagnostica, presa in carico delle patologie croniche, prevenzione, telemedicina e continuità delle cure”. Le Case di comunità “non possono essere semplici contenitori edilizi - sottolinea - Devono diventare luoghi nei quali il cittadino trovi risposte tempestive e integrate grazie al lavoro di équipe multiprofessionali, nelle quali gli specialisti ambulatoriali convenzionati costituiscono uno dei pilastri dell’assistenza insieme ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, agli infermieri e alle altre professioni sanitarie”.