BRUXELLES- "Mentre l'attenzione del mondo è concentrata sulla guerra in Medio Oriente, non possiamo perdere di vista la repressione iraniana contro il proprio popolo. Oggi, l'Ue ha imposto nuove misure restrittive nei confronti dei giudici iraniani responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui la persecuzione di dissidenti politici e minoranze religiose". Lo annuncia sui social l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas. "Abbiamo inoltre sanzionato una figura di spicco di un gruppo informatico che ha facilitato la repressione dell'informazione da parte del regime. Mentre Teheran intensifica la repressione interna, l'Ue continuerà a chiedere conto ai responsabili", sottolinea.
Il Consiglio Ue ha in particolare inserito nell'elenco cinque giudici dei tribunali rivoluzionari regionali iraniani che hanno presieduto processi contro minoranze religiose e dissidenti politici, tra cui il premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, sulla base di accuse vagamente definite di sicurezza nazionale e motivi religiosi. In tali casi, hanno inflitto condanne a morte e lunghe pene detentive, fustigazioni, multe o pene supplementari a dissidenti politici e attivisti per i diritti umani, anche in relazione alle proteste del 2022 del movimento "Donna, Vita, Libertà" seguite alla morte di Mahsa Amini.








