MOTTA DI LIVENZA (TREVISO) - Entra in ospedale per una visita da effettuare con un dottore specifico, ma lui non c'è. In pochi attimi la situazione degenera: la donna passa dal chiedere con gentilizza informazioni sul medico a urlare e disperarsi. II tutto tra i corridoi dell'ospedale riabilitativo di Motta di Livenza. La signora non si ferma, il personale medico non riesce più a calmarla. L'unica soluzione diventa chiamare le forze dell'ordine: i carabinieri allora intervengono. A fatica riescono a condurre la donna al di fuori del nosocomio. Il fatto è realmente successo, ma si tratta di una simulazione. Una prova anti-aggressione nata dalla collaborazione tra prefettura e Usl per rafforzare la sicureza del personale sanitario.
La simulazione L'iniziativa punta a prevenire e gestire situazioni di violenza o conflitto, migliorando il coordinamento con le Forze dell'Ordine e fornendo agli operatori strumenti concreti per affrontare momenti critici. Un impegno concreto per promuovere una cultura di tolleranza zero verso ogni forma di aggressione, verbale o fisica, nei confronti di chi ogni giorno lavora per la salute della comunità. «Ringraziamo - dichiarano dall'Usl - l'attrice Tiziana Busolin dell'associazione teatrale "La Caneva di Lorenzaga" per essersi resa disponibile a recitare la parte della protagonista dell'aggressione e per aver interpretato in modo così convincente un'escalation emotiva. Ringraziamo anche il comandante della stazione dei carabinieri di Motta di Livenza, luogotenente Giuseppe Vincenzo Gemma, l'appuntato acelto Lorenzo Vergine e il carabiniere Lorenzo Il Grande per il supporto e l'aiuto che ci forniscono costantemente».







