Una stretta sulla sicurezza delle piscine. I sistemi di ricircolo dell’acqua e le prese di aspirazione dovranno rispettare rigorosi standard di sicurezza, pena la chiusura degli impianti. Previsto inoltre un fondo da 4,7 milioni di euro per sostenere i gestori negli interventi di adeguamento. È quanto prevede un emendamento al dl Sport (decreto-legge AC 2998-A), approvato in prima lettura dalla Camera. Il provvedimento contiene diverse misure a sostegno del movimento sportivo, con particolare attenzione ai grandi eventi, dai Giochi del Mediterraneo all'America's Cup di Napoli fino agli Europei di calcio 2032.
L’emendamento nasce anche alla luce dei recenti fatti di cronaca. Negli ultimi due anni, infatti, si sarebbero registrati 39 decessi legati a incidenti nelle piscine riconducibili ai sistemi di aspirazione. La disposizione impone che tutti i componenti degli impianti, dalle prese di aspirazione alle griglie di fondo, rispettino specifici standard tecnici per prevenire il cosiddetto effetto ventosa, che può intrappolare una persona sott’acqua e rendere estremamente difficili i soccorsi. Le piscine che non si adegueranno ai nuovi requisiti potranno essere chiuse fino al completamento degli interventi di messa a norma. Contestualmente viene istituito un fondo da 4,7 milioni di euro per accompagnare i gestori nella ristrutturazione degli impianti. Non passa invece la proposta di rendere obbligatoria la cuffia per gli under 16. “L’emendamento permetterà di mettere in sicurezza in Italia le piscine pubbliche e private perché non si verifichino più episodi drammatici come quello accaduto la scorsa settimana ad Alice”, il commento del ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi.










