Milano, 24 luglio 2026 – Il lancio del Calendario Pirelli 2027 contiene un paradosso politico che vale più di qualsiasi dichiarazione ufficiale. L’India che il mondo vede ogni sera nei notiziari è quella di Narendra Modi: una potenza economica in piena accelerazione, una democrazia attraversata da crescenti tensioni religiose, accuse di restringimento dello spazio civile, nazionalismo identitario e una spettacolare capacità di trasformare ogni simbolo culturale in strumento di prestigio internazionale. L’India che Pirelli mette in scena appartiene invece a un’altra grammatica. È femminile, plurale, diasporica, porosa. Sembra quasi una risposta silenziosa alla politica, pronunciata con il linguaggio delle immagini anziché con quello dei comizi.

Le nove protagoniste

Le nove protagoniste fotografate da Sølve Sundsbø sembrano scelte come capitoli di un romanzo più che come celebrità. Padma Lakshmi incarna l’India emigrata che continua a pensare in due continenti. Freida Pinto rappresenta Bollywood trasformata in linguaggio globale. Anoushka Shankar porta sulle spalle una genealogia musicale che attraversa Oriente e Occidente. Rupi Kaur è la voce poetica di una diaspora cresciuta su Instagram ma nutrita da una memoria antichissima. Aditi Rao Hydari porta con sé la nobiltà storica e il cinema contemporaneo. Avantika Vandanapu racconta la generazione indoamericana. Lakshmi Menon e Bhavitha Mandava incarnano la nuova moda indiana ormai protagonista delle passerelle internazionali. E dentro questo mosaico compare anche Avani Rai, anche lei fotografata da Sølve Sundsbø mentre, contemporaneamente, firma l’altra metà del calendario.