La palazzina dove viveva Alessio Pio, a Zungri, è diventata il punto silenzioso di una comunità sconvolta. Per tutta la mattinata amici, parenti e semplici conoscenti hanno attraversato quella porta per stringersi attorno ai genitori del bambino, morto ad appena 18 mesi dopo alcuni giorni di febbre e disturbi gastrointestinali. Dentro casa c’è il dolore di una famiglia che attende di sapere cosa sia accaduto. Fuori, un paese intero cerca parole che non esistono. “Perdere un figlio in cinque giorni non è una cosa facile. È una tragedia”, ha raccontato uno zio del piccolo. Mentre Zungri piange, procedono su due binari paralleli l’inchiesta giudiziaria della Procura di Vibo Valentia e l’indagine epidemiologica dell’Asp. Le cause della morte non sono ancora state definite e sarà l’autopsia a fornire i primi elementi scientifici utili a ricostruire il quadro clinico.

L’autopsia e l’inchiesta della Procura

La Procura vibonese ha disposto l’esame autoptico sul corpo del bambino. L’obiettivo è accertare l’origine dell’infezione o della patologia che ha determinato il rapido peggioramento delle sue condizioni e verificare l’eventuale collegamento con i sintomi manifestati da altri piccoli che avevano frequentato la stessa struttura. L’asilo di Tropea è stato sottoposto a sequestro. Carabinieri e polizia hanno acquisito documenti e raccolto testimonianze per ricostruire le giornate precedenti al decesso: dall’insorgenza dei primi sintomi agli accessi nelle strutture sanitarie, fino al trasferimento a Catanzaro.