| 24 Luglio 2026 09:32 |

4 minuti per la lettura

ROMA (ITALPRESS) – Consolidare le attività di prevenzione senologica e inaugurare una sinergia duratura tra il Servizio sanitario regionale e il mondo associativo. Con questo intento si è tenuto ieri, presso la sede della Regione Lazio, un incontro che ha visto la partecipazione di Andrea Urbani, Direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, Andrea Siddu, Dirigente dell’Area Promozione della Salute e Prevenzione, e l’Assessore alla Cultura e Pari Opportunità Simona Renata Baldassarre, insieme ai vertici nazionali e alla delegazione laziale di Europa Donna Italia, il movimento per i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore al seno.

Al centro del dibattito, l’analisi approfondita della partecipazione ai programmi di screening nel territorio laziale. I dati dell’ultimo Rapporto regionale sugli screening oncologici (riferiti al 2024) evidenziano che a fronte di 438.267 donne invitate, la quota di chi ha risposto attivamente alla chiamata si è attestata al 43,1%. Si tratta di una percentuale non soddisfacente, visto che la prevenzione è l’unico strumento per identificare un tumore al seno che, se diagnosticato in fase iniziale, garantisce indici di sopravvivenza che superano il 90%. Da qui la necessità di intervenire con urgenza per stimolare una risposta più diffusa e consapevole da parte della popolazione femminile.