«Toccando ferro, a 28 giorni dall’inizio dei Giochi del Mediterraneo “Taranto 2026”, sono molto, ma molto, orgoglioso del lavoro che abbiamo realizzato nel poco tempo che abbiamo avuto a disposizione. Mi lasci dire, senza presunzione ma con sano realismo che in pochi ci sarebbero riusciti. E poi, permettetemi anche questo, per me questi risultati hanno un valore emotivo enorme. Sono nato a Mesagne in provincia di Brindisi, e vedere Taranto, e gli altri 20 comuni pugliesi interessati dal programma dei Giochi, così positivamente trasformati mi rende davvero felice». Ad esprimersi in questi termini, aprendo un’intervista concessa alla Gazzetta, è Carlo Molfetta, direttore generale del Comitato organizzatore locale dei Giochi del Mediterraneo. Che, per la cronaca, nel 2012, conquistò la medaglia d’oro nel taekwondo alle Olimpiadi di Londra.
Direttore, allora è (quasi) tutto pronto. La corsa contro il tempo, sua e del commissario Ferrarese, sta per essere definitivamente vinta?
«Abbiamo superato ritardi notevoli che erano stati accumulati prima che ci insediassimo alla guida del Comitato organizzatore, ma non solo. Abbiamo sconfitto anche la burocrazia, superato qualche equivoco e battuto anche gufi e sciacalli che erano in agguato pronti a gioire nel caso in cui non avessimo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati».









