Samsung spinge di nuovo al massimo la tecnologia LCD con la nuova serie Micro RGB R95H. In un anno in cui Samsung lancia ben 4 nuove serie di TV OLED, qual è il valore aggiunto della soluzione Micro RGB? Cerchiamo di capirlo
di
Paolo Centofanti
Dopo l’SQD-Mini LED di TCL e il True RGB di Sony è ora finalmente di dare uno sguardo approfondito anche al Micro RGB di Samsung, tra i primi produttori a lanciare lo scorso anno un TV con retroilluminazione a LED RGB. Quest’anno Samsung espande la gamma con due serie, R95H e R85H e in questa prova ci occupiamo proprio del top di gamma Micro RGB R95H, nello specifico nel taglio da 65 pollici. Altri tagli disponibili sono il 75”, l’85” e l’esclusivo 130”, attualmente il più grande TV LCD al mondo. Fino ad oggi, in realtà, Samsung non si è dilungata troppo sui dettagli tecnici del nuovo Micro RGB R95H. Abbiamo già parlato dei claim in termini di gamma cromatica, con la possibilità di Samsung di coprire l’intero spazio colore Rec.2020, ma ci sono caratteristiche come zone di local dimming e luminanza di picco che non sono mai state dichiarate ufficialmente. Samsung prosegue poi nell’offrire su gran parte della gamma e in particolare sulla fascia alta il suo rivestimento opaco “glare-free”, che ritroviamo anche su questo modello, e nel migliorare la sua piattaforma Tizen OS. È il momento però di capire come si comporta soprattutto in termini di prestazioni video la tecnologia Micro RGB di Samsung, soprattutto in un anno che vede il produttore coreano portare sul mercato anche ben quattro serie di televisori OLED. Perché scegliere un TV Micro RGB? Quali vantaggi offre? Cerchiamo di capirlo.Finalmente un TV che si installa senza neanche una viteEsteticamente il nuovo Micro RGB R95H mantiene molto del design del top di gamma LCD dello scorso anno, il Neo QLED QN990F 8K, a cominciare dal piedistallo con finitura a specchio sulla parte verticale, che vuole creare l’effetto di un TV sospeso sul piano d’appoggio quando visto frontalmente. Per la verità per il resto la vista frontale non lascia molto spazio alla creatività, visto che le cornici sono molto sottili e solo il bordo inferiore ha uno spessore sufficientemente pronunciato da farsi notare. Lo spessore complessivo del televisore è inferiore ai 3 cm. Lo schermo ha un piccolo bordo nero introno alla parte attiva dell’immagine.Lo schermo è di tipo opaco, con finitura che elimina completamente ogni tipo di riflesso, una soluzione che Samsung è stata la prima a introdurre e lo scorso anno aveva già espanso dal The Frame e l’OLED alla gamma Neo QLED. È sempre molto efficace negli ambienti illuminati, c’è una lieve perdita di contrasto a seconda della luce che si diffonde sullo schermo, e può piacere o non piacere. Invitiamo sempre a vederlo dal vivo. Ovviamente in sala oscurata non si ha alcuna differenza rispetto ad uno schermo lucido come resa dell’immagine.Il design del Samsung merita un 10 però anche solo per la facilità di installazione, che non richiede di avvitare nemmeno una vite: il piedistallo infatti si assembla e si fissa al televisore completamente ad incastro, con una facilità davvero da applausi, anche se comunque servono due persone per installare il TV in sicurezza.Rispetto ai Neo QLED degli scorsi anni, Samsung ha rivisto sulla serie R95H il pannello posteriore, ora molto più rigido e senza più i woofer a vista. Ciò non significa che il sistema audio sia stato sacrificato. La serie R95H è dotata audio a 4.2.2 canali, cioè con 2 speaker per gli effetti Atmos, due canali frontali, due canali laterali e due woofer. Come si può notare dalle immagini, i diffusori sono praticamente invisibili.La connettività è molto completa. Abbiamo 4 porte HDMI 2.1 a piena banda, compatibili con video 4K fino a 165 Hz, VRR e AMD FreeSync Premium Pro, che possono essere espanse fino a 8 se si sceglie di abbinare il nuovo box esterno wireless opzionale. Come al solito, Samsung non supporta però il formato HDR Dolby Vision, solo HDR10, HDR10+ e HLG. A ciò si aggiunge la classica dotazione di due porte USB, uscita audio digitale ottica, porta ethernet e terminali di antenna. La connettività Wi-Fi è di tipo 6E e naturalmente c’è il Bluetooth, per cuffie e controller di gioco.Tizen OS si aggiorna con alcuni ritocchi all’interfaccia e sempre più spazio all’IA generativaPer la gamma 2026 di televisori, Samsung ha introdotto alcune modifiche all’interfaccia di Tizen OS che semplificano un po’ l’esperienza d’uso. Il menù verticale è stato sostituito da una barra orizzontale in alto che consente di passare in rassegna i vari hub, che includono oltre alla pagina dedicata Samsung TV Plus, quello per il gaming e quello per le app lifestyle. Non manca il Samsung Art Store, visto anche lo schermo opaco che valorizza la riproduzione di opere d’arte quando il TV non è in uso.Sempre nella parte alta dello schermo troviamo oltre la selezione del profilo utente, anche la selezione dei dispositivi esterni, che include sia le sorgenti HDMI, che server multimediali di rete, o il mirroring da smartphone, tablet e PC. Scorrendo verso il basso la schermata iniziale, oltre alla raccomandazione di contenuti, troviamo ora anche dei prompt suggeriti per le funzioni di IA generativa.Da questo punto di vista si evolve il Vision AI Companion, che aveva debuttato lo scorso autunno, che include un assistente vocale basato su intelligenza artificiale (Google Gemini) e dei widget personalizzati con notizie e dei prompt suggeriti. Ora, quando richiamiamo il Vision AI Companion siamo accolti da un piccolo messaggio generato dall’IA, a volte con esiti paradossali: in una delle nostre prove, l’IA ci ha detto “Oggi c’è un bel Sole, perché non esci di casa”? Da qui è possibile anche creare delle immagini con IA generativa o utilizzare Copilot e Perplexity. L’assistente vocale consente di fare richieste generiche, come ad un chatbot, oppure chiedere raccomandazione di contenuti o aiuto con le impostazioni del TV. La cosa interessante è che il sistema sembra avere una finestra di contesto più ampia.Ad esempio, in una sessione avevamo chiesto precedentemente se ci poteva consigliare dei titoli simili al film Gravity. Dopo essere passati a fare altri test, abbiamo riprovato a chiedere all’assistente vocale se poteva consigliarci questa volta genericamente un film di fantascienza: l’assistente aveva registrato il nostro apprezzamento per Gravity e ci ha suggerito dei film di conseguenza. Oltre alla risposta testuale, l’hub mostra dove poter vedere i film suggeriti, con link diretto al servizio di streaming dove il contenuto è disponibile (Netflix escluso, visto che la piattaforma non dà accesso al proprio catalogo). Come si può vedere dalla schermata, l’assistente propone poi dei prompt correlati per continuare ad andare a conversare con il chatbot. Le risposte vengono lette da una voce sintetica, ma se non si vuole aspettare, si può leggere il testo integrale cliccando sul pulsante altro. Chiedendo aiuto sulle impostazioni del TV, i risultati sono un po’ un terno al lotto: se le richieste non sono molto su specifiche sul parametro su cui si vuole intervenire (ad esempio “luminosità”), il più delle volte l’assistente risponde con dei video consigliati da YouTube.I menù di sistema sono ben fatti, con la nuova impostazione grafica che aveva debuttato lo scorso anno, che visualizza tutto come delle schede ben disegnate in sovrapposizione sul contenuto in visualizzazione. L’albero di navigazione, a parte il menù di scelta rapida iniziale, segue in realtà lo schema classico di Samsung. Le regolazioni video sono complete e consentono di intervenire su ogni aspetto dell’immagine sia in SDR che HDR, con regolazioni separate per le due modalità.In dotazione troviamo due telecomandi, quello principale, estremamente semplificato, e quello con tastierino numerico come richiesto dalla normativa italiana.Oltre il 90% del Rec.2020 e fino a 2000 nit di luminanza di piccoDopo l’SQD-Mini LED di TCL e il True RGB di Sony, è ora di vedere quanto il Micro RGB di Samsung spinga il color gamut del televisore. I test effettuati sul campione che abbiamo ricevuto per la nostra prova, in Filmmaker Mode con le impostazioni di default, mostrano una copertura piuttosto ampia dello spazio colore Rec.2020. Non siamo certo al 100%, ma comunque ben oltre il 90%.Il risultato, ancora una volta, è ottenuto grazie alla netta separazione delle componenti spettrali della retroilluminazione, con campane ben distinte tra di loro e un rosso, in particolare, con un profilo molto stretto.Anche se si tratta di una tecnologia diversa, come nel caso del TCL SQD-Mini LED, anche Samsung vede un picco di emissione della componente del rosso molto spostato verso destra. La copertura dello spazio colore P3 si attesta invece intorno al 97%.A livello di brillantezza dello schermo, il Samsung R95H si classifica come un TV nel range delle 2000 cd/m2 di luminanza di picco, con il massimo che si ottiene proprio in corrispondenza della classica finestra del 10% (2048 cd/m2 in Filmmaker Mode), e 650 cd/m2 circa a pieno schermo. Rispetto a Sony e il suo Bravia 9 II, Samsung ha preferito non spingere troppo.A livelllo di calibrazione di fabbrica, il preset più accurato rimane sempre il Filmmaker Mode, seppure con una netta distinzione di comportamento tra modalità SDR e HDR. Nel primo caso, la calibrazione di fabbrica è discreta, con valori di errore medio inferiori a 3 (la soglia critica), e una scala di grigio che comprime leggermente le basse luci. I controlli a disposizione consentono di ottenere una resa ancora più precisa, seppure permangano un paio di campioni del ColorChecker di Calman che non si riescono a raddrizzare nemmeno dopo aver messo mano ai colori primari e secondari.Meno precisa l’accuratezza della calibrazione di fabbrica in HDR, dove si notano toni verso il rosso tendenzialmente più saturi del riferimento, e viceversa toni nella regione del blu e del verde meno saturi. Ciò non solo sui toni campione da reali contenuti HDR del difficile test ColorMatch di Calman, ma anche sui toni che dovrebbero rientrare all’interno della gamma dei contenuti SDR. Anche il tracking della curva PQ non è del tutto perfetto, con un appena accennato andamento a S che si mantiene leggermente sopra al riferimento sulle basse luci e sotto sulle alte luci. Il risultato sono valori di errore medio piuttosto elevati. Tecnicamente sono disponibili controlli per regolare l’immagine anche in modalità HDR, ma se è possibile migliorare la resa della scala di grigio, mettendo mano ai primari e secondari si ottengono risultati peggiori della calibrazione di fabbrica. Come avevamo visto con il Sony Bravia 9 II, la sensazione è che gestire un gamut nativo così ampio sia tutt’altro che banale.Colori saturi e brillanti, ma il local dimming non convince appienoIl Samsung Micro RGB R95H è uno di quei televisori che, come spesso capita con gli LCD mini LED, mostra due volti, a seconda che si guardino contenuti con range dinamico standard o nei formati HDR. Da un lato la tecnologia Micro RGB di Samsung è capace di visualizzare colori estremamente saturi e allo stesso tempo molto luminosi in presenza di contenuti HDR. Dall’altro forse ci aspettavamo qualcosa di più nella gestione della retroilluminazione. Innanzitutto il modello da 65 pollici che abbiamo ottenuto per la nostra recensione, è dotato di circa 1200 zone di local dimming effettive sulla scala di grigio, un numero leggermente inferiore rispetto al Bravia 9 II di Sony, ma non di troppo. Con i contenuti non HDR, il sistema funziona in modo per lo più eccellente, offrendo un nero perfetto e aloni quasi mai visibili. Se prendiamo un classico come la scena della sepoltura di Kill Bill Vol.2, il test viene superato a pieni voti. Gli unici aloni li abbiamo visti soprattutto in alcune sequenze di fuochi di artificio, per lo più quando i fuochi si stanno per estinguere, diventando meno luminosi e lasciando intravedere intorno ai puntini luminosi un filo di luce spuria. In un film come Gravity, si nota nelle scene più scure sul fondo dello spazio come una sorta di vignettatura ai bordi dell’area attiva dell’immagine dovuta alle gestione delle zone, ma per lo più si ottiene una resa sbalorditiva per un TV LCD. In alcuni frangenti, abbiamo notato un lieve innalzamento del livello del nero generale, ma appena percepibile in sala completamente oscurata. Basta un po’ di luce in sala, e queste imperfezioni diventano sostanzialmente invisibili. Con questo scatto abbiamo cercato di restituire cosa hanno visto i nostri occhi: la resa è molto simile a quella del Sony Bravia 9 II con i contenuti SDR.Le cose cambiano in modalità HDR. Anche qui, per lo più il sistema funziona egregiamente: nella stragrande maggioranza delle scene di aloni non se ne vedono e il livello del nero si mantiene profondo, seppure le bande nere dei film spesso non siano completamente nere nelle scene un po’ più luminose. Ci sono dei frangenti però in cui l’azione del local dimming si fa più visibile distraendo dalla visione. Un’altra scena che utilizziamo sempre come test i televisori con local dimming, una battaglia spaziale di The Expanse, mette in luce un particolare comportamento del Micro RGB di Samsung: quando la luminosità media del quadro supera una certa soglia, il livello del nero si alza all’improvviso, di poco, ma comunque in modo visibile. Immaginate ad esempio una scena in cui una navicella parte lontana su sfondo nero avvicinandosi allo spettatore, man mano che la sua dimensione sullo schermo aumenta ad un certo punto il nero dello spazio si schiarisce improvvisamente, come se entrasse in funzione una sorta di “global dimming”. In scene spaziali concitate come quelle di The Expanse, ciò porta a continue fluttuazioni del livello del nero che possono distrarre. Oltre a ciò, nella stessa sequenza, si notano leggeri aloni sotto i punti più luminosi sul fondo stellato. Chiaramente stiamo parlando di una situazione limite (ed è il motivo per cui la utilizziamo come test), ma i modelli concorrenti che abbiamo testato nelle ultime settimane da questo punto di vista performano meglio. Inutile dire che per uno schermo OLED queste scene non rappresentano alcun problema. Come per i contenuti SDR, è bene precisare che si tratta di imperfezioni che si notano se la visione in sala oscurata. E come per altri TV mini LED, se il punto di visione si sposta rispetto al centro, soprattutto in verticale, il contrasto cala drasticamente e gli aloni diventano visibili.Dove il nuovo Samsung Micro RGB R95H dà davvero il meglio di sé è nelle scene più spettacolari tratte da contenuti HDR che ben sfruttano le potenzialità del formato. Contenuti come il corto Sol Levante, Mad Max Fury Road, la serie Altered Carbon, mettono in mostra la grande dinamica e colori estremamente luminosi. Un film come Pan, in particolare, consente di apprezzare la saturazione dei colori e la loro brillantezza, con il rosso dell’esplosioni nei primi capitoli, che le rende quasi realistiche dalla loro brillantezza. Buono il processore video, che offre una buona qualità di upscaling e una riproduzione fluida dei contenuti sia da app interne che da sorgenti esterne. In Filmmaker Mode l’immagine da contenuti 1080p, specie via digitale terrestre, può essere un po’ soft e vale la pena aumentare di un punto la nitidezza.Valgono poi considerazioni molto simili a quelle che abbiamo fatto per il Sony Bravia 9 II: se nella gestione delle scene più scure e del livello del nero il nuovo Samsung R95H offre una resa che fino a pochi anni fa non credevamo gli LCD sarebbero mai stati in grado di raggiungere, sul versante del micro contrasto la tecnologia Micro RGB non è ancora in grado di eguagliare l’OLED: le immagini appaiono sempre un po’ piatte, senza quell’incisività tipica degli schermi ad emissione diretta. Ciò è vero soprattutto in quelle scene scure, ma non troppo, dove l’immagine ha il classico look “da LCD” nonostante il buon funzionamento del local dimming. Non aiuta il TV Samsung R95H il pannello LCD che monta, che ha un motion blur dovuto al tempo di risposta piuttosto marcato e che si riflette in una perdita di micro dettaglio nelle scene in movimento e in un effetto scia a volte evidente. Inoltre, almeno sull’esemplare ricevuto per la nostra recensione, abbiamo notato un po’ di effetto “schermo sporco”, dovuto ad un’uniformità non perfetta del pannello, che può notarsi nelle immagini con carrellate orizzontali della camera. Si tratta, per queste ultime, di imperfezioni che intaccano un po’ le prestazioni del TV in un contesto di gaming, dove segnaliamo invece un buon supporto per il VRR, che non ha evidenziato instabilità sulla scala di grigio o problemi di fluidità dell’immagine.Un netto miglioramento riguarda l’audio. Grazie al telaio posteriore molto più rigido rispetto ad alcuni modelli degli scorsi anni e ad una completa reingegnerizzazione del sistema audio, la resa sonora è migliorata sensibilmente, soprattutto in termini di risposta dei bassi. La risposta in frequenza si estende infatti molto di più verso il basso rispetto ai passati top di gamma LCD, offrendo voci molto profonde, effetti sonori di maggiore impatto e un ritrovato equilibrio musicale. La configurazione a 4.2.2 canali offre anche una buona apertura della scena sonora, che consente di mantenere alto il livello di coinvolgimento. Unica nota è che se non si ingaggia la modalità “amplificazione”, si sente un po’ di mancanza di pressione sonora, persino nella nostra sala di ascolto che non è particolarmente ampia. Ma del resto stiamo parlando di un TV spesso nemmeno 3 cm, è già un piccolo miracolo che abbia questa resa.







