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L’istituto affianca le imprese nell’analisi-Paese, nella gestione del rischio e nella compliance, integrando il funding con advisory specializzata e network internazionale.

Accompagnare un’azienda oltre i confini nazionali è un passaggio strategico ad alto valore aggiunto, ma non privo di rischi. Le piccole e medie imprese italiane, motore del tessuto produttivo e leve decisive del Made in Italy, ne sono sempre più consapevoli. Queste realtà realizzano all’estero circa un terzo del proprio fatturato e contribuiscono a quasi il 50% dell’export nazionale. Secondo il più recente Rapporto Unioncamere, sono 121 mila le imprese italiane che esportano stabilmente, mentre altre 17 mila avrebbero tutte le carte in regola per farlo se adeguatamente supportate: includerle pienamente nel perimetro dell’export genererebbe un aumento stimato tra il 2,6% e il 3% del fatturato esportato complessivo. Numeri che restituiscono la dimensione di una sfida competitiva che riguarda l’intero sistema produttivo in una fase di forte complessità geopolitica, dazi e policy commerciali sempre più selettive.

Guardare a nuovi mercati

L’export si conferma uno dei principali fattori di tenuta dell’economia italiana anche in un contesto internazionale complesso. Secondo i dati ISTAT sul commercio con l’estero, nei primi undici mesi del 2025 le esportazioni italiane sono cresciute del 3,1%, dimostrando una resilienza significativa nonostante tensioni geopolitiche, dazi e incertezze sui mercati globali.