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Il 28 gennaio del 2025 un aereo diretto a Hong Kong stava per partire dall’aeroporto di Gimhae, in Corea del Sud. I passeggeri erano già seduti a bordo quando da una cappelliera si sentì un suono – un crepitio, secondo alcuni testimoni – e subito dopo si videro uscire delle fiamme. Il personale di bordo tentò inizialmente di spegnere l’incendio con un estintore, ma il fuoco si era già diffuso in altre parti dell’aereo. Vennero attivati gli scivoli di emergenza e le persone a bordo furono fatte evacuare: ci furono alcuni feriti, e circa metà della fusoliera andò distrutta.
Dopo alcune indagini si concluse che all’origine dell’incendio c’era con ogni probabilità una batteria portatile per ricaricare il telefono, o power bank. Air Busan, la compagnia coreana del velivolo coinvolto nell’incidente, vietò da quel momento ai propri passeggeri di lasciare i power bank nelle cappelliere, e verso la metà di febbraio il governo sudcoreano estese il divieto a tutte le compagnie aeree del paese. Le nuove regole prevedono che i passeggeri tengano i power bank con sé, dentro sacchetti di plastica trasparenti o custodie protettive, oppure con i connettori coperti da nastro isolante, e che in volo non li possano ricaricare né usare per ricaricare i cellulari. Dal 27 marzo di quest’anno regole simili sono diventate uno standard internazionale, anche perché questi incidenti sono diventati più frequenti.










