C’è un dettaglio che negli ultimi anni è diventato quasi invisibile, perché ormai lo portiamo tutti in tasca: una batteria al litio. Sta dentro telefoni, vape, power bank, smartwatch. È piccola, pratica, indispensabile. E sempre più spesso, però, finisce anche al centro di incidenti in volo. A riportare l’attenzione sul tema è la BBC, che racconta come le autorità aeronautiche britanniche stiano registrando un aumento netto dei casi legati a dispositivi con batterie al litio. Il dato più evidente riguarda i bagagli da stiva: i dispositivi individuati lì dentro sono passati da 316 casi nel 2024 a 643 nel 2025.
Il problema è noto, ma sta crescendo con la diffusione stessa della tecnologia. La Civil Aviation Authority (CAA) segnala che ormai il passeggero medio viaggia con circa quattro dispositivi alimentati al litio. Una normalità che, in quota, diventa una variabile di rischio sempre più difficile da gestire. Il punto critico è semplice: le batterie al litio, pur efficienti e compatte, possono accumulare molta energia e, se danneggiate o difettose, generare incendi improvvisi. Il problema si amplifica quando questi dispositivi finiscono nella stiva, dove non c’è accesso immediato e un eventuale principio d’incendio può diventare rapidamente ingestibile.









