Via libera dal Consiglio dei ministri al nuovo regolamento su procedure, tempi le modalità per la programmazione, lo sviluppo e la valutazione del sistema dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) presentato dal ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. Tra le novità, l'istituzione e finanziamento dei dottorati di ricerca. Il percorso sarà completato con la trasformazione in lauree dei diplomi di conservatori, accademie e istituti di design. "Con il nuovo regolamento portiamo finalmente a compimento il percorso di riforma cominciato oltre 25 anni fa", osserva Bernini. Introduciamo per la prima volta in modo organico regole per la programmazione, lo sviluppo e la valutazione dei conservatori, le accademie, gli istituti superiori per le industrie artistiche (Isia)". Per il ministro "si sono create le condizioni per un modello internazionale che l'Italia potrà guidare.
Non è solo una promessa mantenuta, sono risorse per una formazione di qualità assoluta". Con le nuove regole sarà quindi l'Anvur a valutare le strutture Afam, dalla didattica all'apertura internazionale, fino a sostenibilità finanziaria, disponibilità e adeguatezza delle strutture. Previsto anche un Fondo unico di finanziamento del sistema Afam, con un sistema premiale di assegnazione delle risorse sulla base dei risultati della valutazione dei prodotti della ricerca. L'accreditamento iniziale e periodico di sedi e corsi di studio, si legge in una nota del Mur, avverrà collegando la qualità dell'offerta formativa, della ricerca e della produzione artistica ai finanziamenti e alle modalità premiali. E questo per garantire una maggiore sostenibilità economica delle istituzioni, una spinta all'internazionalizzazione e una sempre maggiore attenzione ai servizi per gli studenti. Via libera anche all'istituzione di nuove Afam (statali e non), che potranno anche accreditare nuove sedi decentrate all'estero. Previste infine la possibilità di fusioni e federazioni tra istituzioni (statali non) finalizzate a migliorare l'offerta formativa, razionalizzare le risorse e rafforzare la presenza territoriale, e quella di dare vita ai Politecnici delle arti, pensati come forme di collaborazione tra istituzioni di ambiti diversi capaci di sviluppare percorsi interdisciplinari e progetti comuni.







