Hanno provato a lavarla, ma non va via. La macchia impressa sull'Aurelia poco al di là delle strisce pedonali segna il punto esatto dell'ennesima tragedia di quest'estate. Sull'Aurelia, a San Bartolomeo, due giorni fa, a pochi passi dal mare, è morto investito da una moto un bambino di sei anni. Si chiamava Raffaele Mulinacci, era di Torino. Come ogni estate, stava passando le vacanze nella casa di villeggiatura al mare. Il piccolo era con la mamma, Elisa. Stavano attraversando la strada sulle strisce pedonali, diretti verso il mare, quando il bimbo è stato investito. Le sue condizioni sono apparse subito disperate ai soccorritori dell'elisoccorso, che hanno trasportato il piccolo all'ospedale Gaslini di Genova. Qui, ieri, i medici hanno dichiarato il decesso. Mamma Elisa e papà Renato hanno acconsentito per la donazione degli organi. Non ci sono parole per descrivere lo strazio di due genitori che sono sotto choc. Indagini sull'incidente: la ricostruzione dei carabinieri e dei testimoni La dinamica dell'incidente è abbastanza chiara. Sono intervenuti i carabinieri di Diano, che hanno sentito sia il motociclista, un uomo che si è fermato subito a prestare soccorso, sia i testimoni, non molti, che hanno assistito all'incidente. La procura di Imperia ieri ha dato il nulla osta per la donazione degli organi. Da oggi procederà alle verifiche del caso. «Ho visto quel bimbo - ha dichiarato un passante, un testimone che in quell'istante era in auto - mi sembrava che desse la manina alla mamma, c'era anche un altro bimbo con loro. A un certo punto il piccolo ha fatto dei passi in avanti da solo e il motociclista se l'è trovato davanti all'improvviso. Così l'ha travolto». È presto per capire, ma il centauro, secondo chi lo ha visto, non sarebbe andato a forte velocità. Molto probabilmente guidava entro i limiti, i 50 chilometri all'ora. L'uomo è risultato negativo all'alcol test. «Me lo sono trovato davanti all'improvviso, non l'ho visto», avrebbe detto quando si è fermato per soccorrere il piccolo. Le condizioni di Raffaele e la scelta della donazione degli organi Fin da subito le condizioni di Raffaele sono apparse disperate. In ospedale è stato intubato e ricoverato nel reparto di terapia intensiva. La diagnosi da subito era gravissima: Raffaele aveva un grosso trauma cranico e diverse ferite. Il suo corpicino non ha reagito ai tentativi degli anestesisti della rianimazione. Dopo la notte, i medici hanno dichiarato la morte cerebrale. I genitori, distrutti, hanno avuto la lucidità di pensare al gesto più generoso possibile che si possa fare. La donazione degli organi. Ci sarà presto un bambino, o forse saranno più di uno, che vivrà grazie a Raffaele. Il dolore della comunità e il racconto degli ultimi istanti «Erano una famiglia felice, venivano qui da tanto tempo nella loro seconda casa», raccontano a San Bartolomeo. I genitori di Raffaele trascorrevano le vacanze estive con il piccolo, primogenito e il fratello più piccolo. L'estate ligure era segnata da ritmi lenti e sereni. Dal condominio Mare verde, complesso di seconde case dove vivevano, alla spiaggia, ci sono poco più di 500 metri. Anche l'altro ieri erano andati al mare di mattina, a pranzo a casa. Poi, a metà pomeriggio, come ogni giorno, la mamma e i due figli avevano iniziato a percorrere a piedi la strada per la spiaggia. Un percorso tranquillo, tranne che per l'Aurelia. L'unica strada trafficata che ha sempre fatto paura ai genitori, ai nonni e a tutti gli adulti che si prendono cura dei bambini. Mamma Elisa conosceva bene quel percorso. E come sempre è stata accorta. Teneva per mano i figli. Era sulle strisce. «Ma è stata questione di un attimo - ricorda un testimone, in pochi secondi quel bimbo era poco più avanti. Il motociclista non lo ha visto. Non andava forte. È sceso dalla moto per aiutare, ma era troppo tardi».
Attraversa sulle strisce con la mamma e viene investito, la tragedia di Raffaele morto a 6 anni
Raffaele Mulinacci era a San Bartolomeo al Mare con i genitori. Trasportato al Gaslini, è deceduto il giorno dopo. Il motociclista era sobrio e sotto il limite…












