Nel 2025, sono stati sei miliardi gli oggetti ammessi alla libera circolazione in Unione europea: un incremento che sfiora il 300 per cento rispetto al 2022. Il motore dell’impennata è l’e-commerce che arriva da fuori Europa: i pacchi provenienti dal commercio online valgono oggi il 97 per cento delle spedizioni in ingresso. A fotografare la situazione è il «Report sui controlli sui prodotti che entrano nel mercato Ue», pubblicato dalla Commissione europea il 20 luglio scorso. Oltre il 91 per cento di ciò che entra in Europa, inoltre, fa parte dei «colli di basso valore» derivanti proprio dall’e-commerce. Secondo il report, «è ben più di quanto le autorità doganali e di vigilanza del mercato possano gestire con i metodi tradizionali».

I controlli

Lo scorso anno sono stati effettuati controlli su 387.588 articoli: in poco meno di 182.000 casi, pari al 46 per cento, non sono stati rilevati rischi gravi o indizi di non conformità alla normativa europea. Il 53 per cento degli interventi, tuttavia, si è concluso con una sospensione dell’ingresso in attesa di ulteriori verifiche. I prodotti rifiutati dalle autorità doganali sono stati poco più di 58mila, pari al 15 per cento del totale e al 28 per cento dei prodotti il cui ingresso era stato sospeso. Rispetto all’anno precedente, quando i dinieghi erano stati 64.322, si tratta di un lieve decremento.