Il presidente Mattarella oggi visiterà Castello Utveggio dopo il restauro. Ma cos’è per i palermitani e non solo, il Castello Utveggio? Imprenditore visionario come pochi il cavaliere Michele Utveggio (1866-1933), immaginò e realizzò in pochi anni uno degli edifici simbolo della città del Secolo breve, visibile dalla quasi interezza della Conca d’Oro, iconico e rappresentativo del sentire pragmatico di un’intera epoca, nato come albergo arroccato sul primo pizzo del Monte Pellegrino. Il Grande Albergo Castello Utveggio - come rammentò Michele Collura, nipote di Utveggio - nacque dall’idea avventurosa di dotare la città di un centro attrattore turistico di grande rilevanza incidendo sul paesaggio, allora incontaminato proteso tra il Golfo di Palermo e la catena montuosa che racchiude la Piana dei Colli.Vi riuscì ma la morte lo colse poco prima che in pompa magna si riuscisse ad inaugurarne gli spazi. Dal suo Palazzo con cinema annesso progettato da Ernesto Armò a piazza Verdi, Utveggio nel traguardare ogni mattina dall’attico il panorama del Sacro monte di Rosalia Sinibaldi, sentendo che mancasse un segno marcato del dominio creativo dell’uomo sul paesaggio, volle e riuscì a donare alla città quest’architettura in forma di castello Neoromanico, scevro da ogni decorativismo liberty, libero da ogni eco littorio, nella pienezza ormai dilagante del sentire monumentale fascista. Un visionario pragmatico Utveggio, il quale propose che fosse annesso al complesso un ristorante panoramico e una funicolare avanguardista per consentire che si potesse raggiungere il sito anche a quanti erano sprovvisti di automobile in anni in cui l’auto era un lusso per pochissimi.