Porcedda, da poco comandante provinciale, si trova subito a misurarsi con l’emergenza maltempo "Anche la nostra caserma ha subito danni, 70 unità ogni giorno in azione nel territorio della provincia".Alberi crollati sulla strada e auto bloccate. Gira il pallottoliere della devastazione, a quota mille. Tetto crivellato dalla grandine, una raffica sul fronte del maltempo. E sale ancora, sul display dei vigili del fuoco lampeggia il numero 1.200. Ore dieci di ieri, il risultato è ancora parziale. Poche ore e balza a 1.220, sirene che suonano; il telefono che squilla; disperazione dall’altro capo, la voce che trema, davanti agli occhi la macchina che sembra finita sotto la pressa del clima folle. Prima, seconda e terza ondata. E ancora su – fino a sfiorare Dio canta Renato Zero –, la divisa ormai una seconda pelle, l’elmetto che lascia il segno sulla fronte, stivali ai piedi, giù sull’acceleratore. E via di corsa, l’azzurro dei lampeggianti, autoscala, cesoie e coraggio. In prima linea dal 15 luglio, più o meno all’ora in cui la gente cena. Vento che fischia oltre i 120 all’ora, pezzi di ghiaccio, disperazione che ha il suono secco di un albero che cede. Chissà dove poi, solo dopo si vedrà.