Le hanno inventate di tutti i tipi: larghe, sottili, orizzontali, verticali, multicolore, bicolore, inclinate secondo angolazioni impreviste, stile Riviera, dritte o sinuose. Se un tempo si declinavano solo sulle maglie d’ispirazione marinara, oggi le righe non sono più una semplice fantasia, ma si affermano come il pattern più cool che ritma il guardaroba della bella stagione, dagli abiti alle camicie, dalle gonne ai pull tricot, short rubati all’armadio di lui compresi.

D’altronde non c’è da stupirsi, anche lo storico francese Michel Pastoureau, nel suo saggio “La stoffa del diavolo. Una storia delle righe e dei tessuti rigati”, non aveva dubbi su quanto le bande cromatiche siano, da sempre, super trendy, tanto da scrivere: “quest’estate osa essere chic, scegli le righe”. Facile a dirsi, meno a farsi, soprattutto in questo 2026, perché gli stilisti hanno liberato la loro fantasia firmando una miriade di proposte. Tutte però, si muovono tra due estremi: da un lato un rigore assoluto e grafico, dall’altro un approccio più giocoso e irriverente.

Evergreen intramontabile, le righe marinière, rese un mito fashion da Coco Chanel che le sdoganò per la prima vola sfoggiandole sulle spiagge della Bretagna. Successivamente, a eleggerle a simbolo della raffinatezza e dello charme in vacanza, celebri dive del grande schermo, come Brigitte Bardot, icona assoluta della moda Riviera chic negli anni ’60 in Costa Azzurra, e Audrey Hepburn che, addirittura, quando incontrò per la prima volta Hubert de Givenchy, indossava proprio una maglia “da gondoliere”.