Un’esposizione che va oltre il linguaggio dell’arte contemporanea e diventa riflessione sul nostro tempo. L’Aquila accoglie fino al 6 settembre Ai Weiwei con “Aftershock”, mostra ospitata negli spazi del MAXXI a Palazzo Ardinghelli, nel cuore del centro storico, in piazza Santa Maria Paganica. L’artista e attivista cinese, autorevole voce della scena internazionale, porta nel capoluogo abruzzese opere che intrecciano memoria, diritti umani, libertà di espressione e rapporto tra individuo e potere. Un dialogo che trova una risonanza particolare in una città che ha fatto della ricostruzione materiale e simbolica la propria cifra identitaria dopo il terremoto del 2009.

Il percorso espositivo evidenzia la capacità di Ai Weiwei di trasformare oggetti quotidiani e materiali della tradizione in strumenti di denuncia e di racconto. Le sue installazioni dialogano con il pubblico e lo invitano a confrontarsi con temi universali come le migrazioni, la censura e la fragilità delle democrazie.

Al centro del progetto trovano spazio anche le opere dedicate al terremoto del Sichuan del 2008, in un intenso dialogo con la storia recente dell’Aquila e con gli spazi restaurati di Palazzo Ardinghelli.

Una mostra che chiede tempo e attenzione, capace di coinvolgere anche chi si avvicina per la prima volta al linguaggio dell’arte contemporanea, confermando il ruolo del MAXXI L’Aquila come uno dei poli culturali più dinamici del panorama italiano.