Intel ha archiviato il secondo trimestre fiscale 2026 con risultati superiori alle proprie previsioni, sostenuta da una domanda di capacità di calcolo per l'intelligenza artificiale che continua a crescere più rapidamente della disponibilità produttiva.

La società ha registrato ricavi pari a 16,1 miliardi di dollari, in aumento del 25% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un margine lordo non-GAAP del 41,8% ed un utile per azione non-GAAP di 0,42 dollari, entrambi superiori alla guidance fornita ad aprile.

Clicca per ingrandire

Sul fronte GAAP il trimestre si è invece chiuso con una perdita per azione di 2,16 dollari, per una perdita netta di 11 miliardi, fortemente influenzata da componenti straordinarie legate, tra le altre cose, all'accordo Secure Enclave del CHIPS Act. Nel trimestre Intel ha inoltre generato 7 miliardi di dollari di cassa operativa. I risultati hanno superato il punto medio delle previsioni di ricavo di circa 1,8 miliardi di dollari.

Il CEO Lip-Bu Tan ha definito il trimestre come un'ulteriore conferma dei progressi della trasformazione aziendale, sottolineando che la crescita del fatturato rappresenta la più elevata registrata dall'azienda da oltre quindici anni. Secondo il management, la domanda per infrastrutture AI continua a superare l'offerta disponibile e interessa non soltanto i tradizionali processori x86, ma anche ASIC personalizzati, packaging avanzato e servizi di fonderia. Intel ritiene che le limitazioni nella disponibilità di wafer avanzati, memoria e substrati continueranno ancora per diverso tempo, elemento che ha spinto il gruppo ad aumentare ulteriormente gli investimenti produttivi.