Il boom costante ormai dell’Intelligenza Artificiale spinge ancora Nvidia. Il colosso dei chip va oltre le attese e chiude il primo trimestre registrando un balzo dei ricavi dell’85% a 81,6 miliardi di dollari. L’utile si attesta a 58,3 miliardi, una cifra che supera di tre volte il risultato del 2025 e batte anche le stime del mercato che prevedevano 42,9 miliardi. Sono i data center a immettere forza nella corsa del colosso guidato da Jensen Huang, da soli hanno generato ricavi pari a 75,2 miliardi e rappresentando il 92% del totale delle vendite. Anche in questo caso le stime degli analisti sono state superate per circa 2 miliardi di dollari.

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Sull’onda dei risultati, Nvidia ha preparato e approvato un piano di buyback da 80 miliardi di dollari e un aumento dei dividendi a 25 centesimi ad azione. La società ha registrato un margine lordo del 75%, in linea con le aspettative degli analisti. Il dato è stabile rispetto al quarto trimestre fiscale precedente ed è in aumento rispetto al 71,3% (dato rettificato) di un anno fa. La solidità dei margini di Nvidia dimostra che l’azienda riesce ancora a mantenere un forte potere sui prezzi, nonostante la concorrenza crescente. La società ha inoltre dichiarato che il margine lordo dovrebbe restare allo stesso livello anche nel trimestre in corso. Nel primo trimestre Nvidia ha anche investito quasi 19 miliardi in società private e in società private non quotate e in fondi di investimento attivi nel comparto tecnologico e dell’AI. «La diffusione delle fabbriche di intelligenza artificiale, la più grande espansione infrastrutturale nella storia dell'umanità, sta procedendo a una velocità straordinaria. L’AI agentica (che agisce come un ente autonomo e non si limita a rispondere a domande, ndr) è arrivata: svolge un lavoro produttivo, genera valore reale e si sta diffondendo rapidamente in tutte le aziende e in tutti i settori», ha detto Huang, fondatore e ceo di Nvidia. Il quale ha poi sottolineato la forza della compagnia: «Occupa una posizione unica al centro di questa trasformazione in quanto è la sola piattaforma in grado di funzionare su ogni cloud, di alimentare ogni modello all'avanguardia e open source e di scalare ovunque venga prodotta l'AI, dai data center hyperscale all’edge», ha aggiunto. I center hyperscale – ovvero quelli giganteschi gestiti da aziende come Amazon, Microsoft, Google ad esempio – hanno incrementato del 12% i ricavi su base trimestrale e rappresentano il 38% dei ricavi dell’intero comparto dei data center. Nella conference call con gli analisti la CFO Colette Kress ha detto che la costruzione di fabbriche per l’AI sta aumentando e sta crescendo il valore delle infrastrutture di chipmaker.