Giornata all’insegna dell’innovazione e della sperimentazione. Oggi Fano Jazz by the Sea propone infatti una serie di progetti che si muovono verso nuove frontiere. Sul palco della Rocca Malatestiana (ore 21.30) si esibirà infatti il pianista svedese Jacob Karlzon, che nell’occasione presenterà il progetto Questar. Da annotare anche il resto degli appuntamenti in cartellone: a cominciare dal quinto e ultimo appuntamento di Exodus – Gli Echi della Migrazione, che vedrà protagonista alla ex chiesa di san Francesco (ore 18.30) il talentuoso trombonista marchigiano Matteo Paggi (vincitore del Top Jazz 2025). Alle 19.45, sullo Young Stage del Jazz Village, è previsto il concerto del quintetto del pianista Federico Nuti. Infine, alle 23, sempre al Jazz Village, è in scaletta per Cosmic Journey il gruppo Blue Channel. Ma partiamo dal concerto clou della serata.

Come sempre il jazz scandinavo da anni sperimenta, offre nuove sonorità ed orizzonti. E Jacob Karlzon appartiene a questa visione musicale. Il pianista e compositore svedese è conosciuto per la sua versatilità e per un sound che fonde jazz, elementi classici, improvvisazione, elettronica e influenze più sperimentali. Quello che presenterà stasera a Fano Questar, è il nuovo capitolo del suo viaggio musicale, nato dal desiderio di esplorare nuovi suoni e nuove ambientazioni, intrecciando groove profondi e ritmi fluidi con ampi paesaggi sonori di ispirazione nordica, spingendosi oltre i confini geografici e stilistici. Ma oggi è anche il giorno di Matteo Paggi componente dei pluridecorati Fearless Five di Enrico Rava. Vincitore del Top Jazz 2025 come miglior nuovo talento italiano, il musicista marchigiano unisce improvvisazione, ricerca sonora ed elettronica in una visione non convenzionale. Per Fano Jazz by the Sea ha concepito How many times I saw the moon, performance che nasce da una riflessione sul viaggio e sulla migrazione.