Oltre il danno, la beffa. Dopo aver licenziato due collaboratori "senza giusta causa" - e per questo dovrà risarcirli, entrambi, per 300mila euro -, Ilaria Salis si spinge ancora più in là e dichiara che i due "erano inadeguati alle funzioni". Non solo. L'eurodeputata di Avs assicura che fino alla sentenza non sapeva nulla del procedimento. E per questo, giura, "non ho avuto la possibilità di difendermi nel giudizio di primo grado (svoltosi in mia assenza e a mia insaputa)".

Ma la frittata ormai è fatta. La paladina dei diritti dei lavoratori ha perso definitivamente la faccia. Da Fratelli d'Italia dicono: "C'è una differenza sostanziale tra chi usa i diritti come slogan e chi li rispetta nei fatti. Fa impressione vedere una parlamentare europea che ha costruito gran parte della propria immagine pubblica sulla difesa dei lavoratori e dei diritti sociali dover rispondere davanti a un giudice proprio per il modo in cui sono stati interrotti i rapporti con due collaboratori. Chi pretende quotidianamente di impartire lezioni di legalità, di diritti e di giustizia sociale dovrebbe essere il primo a dimostrare, con i propri comportamenti, il rispetto delle regole e delle persone che lavorano al suo fianco. La credibilità non si misura con gli slogan, ma con la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa". Ineccepibile.