Ha ammesso di aver fatto fuoco. Ha confermato di aver premuto il grilletto, ma ha anche chiarito - dal suo punto di vista - due concetti in particolare: non voleva uccidere, perché non è stato un delitto premeditato, ma il tentativo di replicare a un’offesa precedentemente subita; e in questa storia, la sua compagna non c’entra. Anzi: la donna era lì con lui, quella notte, ma non era al corrente della presenza di un’arma, né della decisione di fare fuoco. È andato avanti così l’interrogatorio investigativo reso dinanzi al pm da Ernesto Maddaloni, classe 1994, finito in cella come responsabile dell’omicidio di Alessandro Gravino, messo a segno lo scorso 4 luglio nei pressi di Porta Capuana.
Turista americano rapinato a Napoli, l’orologio vale 130mila euro: presi i due giovani criminaliInchiesta condotta dal pm Stella Castaldo, magistrato in forza al pool sicurezza urbana coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Soviero, la scorsa settimana gli arresti di Maddaloni e di Immacolata Brunetti, donna con cui il primo intrattiene una stabile relazione sentimentale. Le verifiche Agli atti un video che racchiude in pochi secondi il momento dell’agguato, nell’ambito di un’inchiesta che fa leva sul lavoro della Squadra Mobile del primo dirigente Mario Grassia. Lunedì scorso, una possibile svolta investigativa, in attesa della prossima udienza dinanzi al Tribunale del Riesame. In sintesi, difeso dal penalista Leopoldo Perone, Maddaloni ha fornito alcune ammissioni: ha confermato di aver fatto fuoco con la pistola che deteneva illegalmente, ma ha anche negato di aver pianificato il delitto. Una posizione quest’ultima che va nella direzione opposta a quella della Procura, dal momento che in questa storia viene ipotizzata l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione. Omicidio di Porta Capuana a Napoli, fermo convalidato e carcere per il killerDifesa dal penalista napoletano Giuseppe Ricciulli, è stata interrogata anche Immacolata Brunetti. Chiara la sua posizione: «Non sapevo che fosse armato, quella pistola è spuntata all’improvviso». E quando le hanno contestato che, con abiti estivi e in sella allo scooter, avrebbe dovuto quanto meno accorgersi della presenza dell’arma, la donna ha raccontato una sorta di retroscena: per un quarto d’ora, l’uomo si sarebbe recato a fare benzina da solo, un lasso di tempo compatibile con il reperimento della pistola. Il riesame Intanto, regge la misura cautelare firmata la scorsa settimana dal giudice. È il Tribunale del Riesame a rigettare la richiesta di revoca degli arresti in cella per Brunetti, mentre ora si attende il pronunciamento per Maddaloni. Confermato anche il movente passionale. Stando a quanto emerso finora, ci sarebbero stati dei litigi tra i due uomini per vicende strettamente private. Nel corso dell’interrogatorio, Maddaloni ha spiegato di essere stato offeso dalla vittima in un recente passato. Una vicenda che ha spinto residenti e associazioni di cittadini a chiedere più sicurezza all’ombra di Porta Capuana. Un grido unanime: Napoli va disarmata, bisogna garantire sicurezza in una città che sta vivendo un periodo positivo in materia di ricezione turistica. Anche ieri un episodio di violenza predatoria, vittima una turista, l’aggressore è finito agli arresti domiciliari.







