Ogni anno, in Italia, oltre 5.400 donne ricevono una diagnosi di tumore dell’ovaio. Ma per molte il percorso che porta a individuare la malattia è ancora troppo lungo: il 30 per cento aspetta più di un anno e il 46 per cento oltre tre mesi. È quanto emerge dalla survey sulla presa in carico delle persone colpite da questa neoplasia, condotta online nel luglio 2026 su circa 300 pazienti ed ex pazienti provenienti da tutta Italia. L’indagine fa parte della campagna “Insieme di insiemi”, promossa da diverse associazioni attive nel settore.

Il ritardo diagnostico è il primo problema segnalato

Il tempo necessario per arrivare alla diagnosi è il bisogno più urgente espresso dalle donne intervistate.

«Il ritardo diagnostico rappresenta il primo bisogno espresso dalle donne e trova conferma soprattutto tra le under 40, nelle quali il sospetto clinico tende a essere meno immediato», ha spiegato Sandro Pignata, direttore dell’Unità operativa complessa di oncologia medica del Dipartimento di uro-ginecologia dell’Irccs Fondazione Pascale di Napoli e fondatore del Gruppo Mito.

Nelle donne più giovani, infatti, la possibilità di un tumore ovarico può essere presa in considerazione più tardi, proprio perché la malattia è meno attesa in questa fascia d’età.