ROMA – “Abbassare l’età significa tradire il superiore interesse del minore – si legge in un documento diffuso da Antigone – non c’è in Italia un’emergenza legata alla criminalità minorile”. Eppure, il Governo porta oggi all’esame del Consiglio dei ministri lo schema di disegno di legge recante “Modifiche in materia di imputabilità del minore”. Una scelta che, se confermata, rappresenterebbe un ulteriore e gravissimo passo nella trasformazione della giustizia minorile italiana da sistema fondato sulla funzione educativa e sulla responsabilizzazione, a sistema sempre più orientato alla punizione e alla repressione.
“Che fine ha fatto il superiore interesse del minore?” Se lo domanda Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell'osservatorio minori di Antigone. “Da mesi, insieme a Defence For Children e Libera abbiamo promosso gli Stati Generali della Giustizia Minorile, circa 500 persone che lavorano quotidianamente con ragazze e ragazzi – magistrati minorili, avvocati, operatori, educatori, ricercatori e organizzazioni della società civile – discutono del futuro del sistema. E in tutti i sei tavoli di confronto, in questo grande percorso di riflessione collettiva, l’ipotesi di abbassare l’età imputabile è stata guardata con enorme preoccupazione e contrarietà. Chi conosce davvero questo mondo sa che la risposta non può essere quella di anticipare la punizione”.











