In sette anni la quota di ingressi femminili è scesa dal 51% al 42% e le nascite in Italia di bambini stranieri sono crollate sotto quota 50mila. Ebbene, per un paese in profonda crisi demografica l’arrivo di migranti in larga maggioranza maschi è un paradosso paragonabile solo alla fuga all’estero di giovani italiani qualificati. E da quando è in carica il governo Meloni lo squilibrio di genere negli ingressi di stranieri è talmente accentuato da aver alterato la struttura dell’intera popolazione residente Speriamo che sia femmina. Non la nascitura, ma la migrante. L’Italia infatti ha spezzato l’equilibrio di genere tra uomini e donne che entrano nel nostro paese ed è diventato un luogo dove arrivano soprattutto maschi: le donne erano il 50,7% degli ingressi nel 2019 e sono diventate il 42,2% nel 2025, per scendere al 41,6% nel primo scorcio (gennaio-aprile) del 2026. La conseguenza indiretta c’è sulle nascite di bambini stranieri, con un crollo del 24%: da 62.918 del 2019 a 47.761 del 2025. Una cMarco EspositoNato a Napoli nel 1963, è giornalista dal 1985 e si occupa in particolare di economia e finanza pubblica. Dopo le esperienze a Milano Finanza, La Voce e La Repubblica, dal 2000 lavora al Mattino. Dal 2011 al 2013 è stato assessore alle Attività produttive del Comune di Napoli, è autore, tra gli altri, dei libri Chi paga la devolution? (2003) e Zero al Sud (2018).
Troppi migranti maschi. Così i decreti Flussi hanno svuotato le culle
In sette anni la quota di ingressi femminili è scesa dal 51% al 42% e le nascite in Italia di bambini stranieri sono crollate sotto quota 50mila. Ebbene, per un paese in profonda crisi demografica l’arrivo di migranti in larga maggioranza maschi è un paradosso paragonabile solo alla fuga all’estero di giovani italiani qualificati






