Roma, 23 luglio 2026 – Gucci rinnova in Italia la Certificazione della Parità di Genere, ottenuta nel 2023, quando fu la prima azienda italiana del lusso a conseguire volontariamente il riconoscimento previsto dal PNRR. La ricertificazione, affidata a Bureau Veritas Italia, ha coinvolto 14 società attive nelle aree corporate, retail e industriale e valuta cultura aziendale, governance, carriere, equità retributiva, genitorialità e conciliazione. Il significato va oltre la reputazione. Nel lusso, dove il valore del marchio dipende sempre più dalla coerenza tra immagine, organizzazione interna e filiera, la parità diventa un indicatore di qualità manageriale. Non basta affermare principi: bisogna dimostrare che selezione, carriere e salari siano governati con obiettivi verificabili.
Bellettini: non solo conformità
Francesca Bellettini, presidente e amministratrice delegata di Gucci, sottolinea che il rinnovo "riflette un impegno che va oltre la conformità normativa o il raggiungimento di specifici obiettivi”. Creare un ambiente in cui ogni persona possa esprimere il proprio talento e crescere, aggiunge, è “un elemento fondamentale del nostro modo di fare impresa e di costruire il futuro della Maison”. La dichiarazione sposta il tema dalla responsabilità sociale alla competitività. In un comparto che vive di creatività, artigianalità e competenze rare, l’inclusione incide sulla possibilità di trattenere professionalità e rendere più credibile il rapporto con lavoratori, consumatori e investitori.









