di
Michele Farina
A settembre riparte la carovana dei «curacari» e delle persone che perdono la memoria. Qui lo scrittore Flavio Pagano racconta i perché e i percome. Con un omaggio dei musicisti del Pomo d'Oro. E i saluti di tre amici a quattrozampe
Decimo anno di Alzheimer Fest. Anniversario col botto: da settembre a ottobre, oltre venti tappe in giro per l’Italia (www.alzheimer fest.it). Era il 2017 quando un gruppo di malati, familiari, medici, artisti, cittadini e cittadine misero in piedi l’associazione di volontariato che porta il nome di questa incredibile festa. E son dieci anni volati via come i ricordi di chi non ha più memoria: eppure, come dice lo scrittore Flavio Pagano, amico del Fest dal primo giorno, «sono dieci ma sembrano cento!».
Pagano, di solito non si aggiungono anni all’età di qualcuno…«Per molti suonerebbe offensivo, è vero, ma in questo caso è un'antìfrasi per fare all'Alzheimer Fest un complimento. Il Fest ha fatto in dieci anni il lavoro ciò che si fa in cento, e conosce bene il valore, l'eleganza, l'orgogliosa resilienza di chi di anni ne ha cento davvero, eppure se ne sente dieci».







