Il Kanwar Yatra che ha luogo nel nord dell’India, nello Stato di Uttarakhand, tra Haridwar e le sorgenti del Gange, dal 30 luglio al 11 agosto, è una delle più imponenti manifestazioni di devozione al fiume sacro per oltre un miliardo di indù. Vi partecipano milioni di pellegrini che arrivano da ogni angolo dell’India, molti camminando o in bicicletta, alcuni a piedi nudi. Ogni giorno centinaia di migliaia di pellegrini indossano abiti color zafferano e si recano sull’Har ki Pauri, il ghat più importante della città sacra di Haridwar (significa ‘la porta degli dei’) per raccogliere in cocci di terracotta l’acqua del fiume e portarla in omaggio ai tempi votati al dio Shiva (il distruttore della Trimurti indù) nelle loro città e villaggi sparsi in tutto il Subcontinente.

Haridvar, fedeli all'Har ki Pauri ghat (foto Marco Moretti) Il rito perpetua l’evento che, secondo la mitologia indù, permise a Shiva di salvarsi bevendo l’acqua del Gange dopo aver inghiottito un veleno che colorò di blu la sua pelle: è noto anche come il ‘Dio dalla pelle azzurra’. I pellegrini – chiamati Kanwariyas - credono anche che reiterare questo rituale sconfigga la negatività è dia loro l’energia di cui Shiva è portatore. Kanwar Yatra, il nome di questo pellegrinaggio, viene dalla contrazione delle parole hindi viaggio e bastone (quello a cui i pellegrini appendono i cocci pieni di acqua sacra che riportano nei villaggi di origine).