di Angela Frenda
La pittrice messicana imparò a cucinare per amore del marito, Diego Rivera. Ogni giorno, nella sua famosa cucina di piastrelle blu, trasformava per lui la tavola in una natura morta, tra piatti, frutta e mazzi di fiori
Frida Kahlo amava cucinare. La sua famosa ricetta del «Mole Poblano», una salsa al cioccolato e peperoncino, è ora esposta al Museo Frida Kahlo di Città del Messico. I suoi piatti erano saturi di colori e sapori, tra tortillas, fagioli, peperoncini, ma anche classici tacos di manzo, enchiladas, chilaquiles e torta tres leches. C’è un libro molto bello che racconta tutto questo ed è «Frida’s Fiestas, Recipes and Reminiscences of Life with Frida Kahlo», scritto dalla figliastra Guadalupe Rivera e da Marie-Pierre Colle: è organizzato per mesi, a partire da agosto, il mese del matrimonio di Frida e Diego. Ogni mese è accompagnato da un menù che evoca le celebrazioni familiari e culturali del Messico di Frida. Per lei, ogni occasione era motivo di gioia. Accoglieva ogni festività, compleanno o ricorrenza religiosa con entusiasmo.
In quelle pagine Lupe Rivera e Marie-Pierre Colle danno vita in modo vivido a Frida e alla Casa Blu di Coyoacán. Scopriamo il cinguettio dei pappagallini nelle loro gabbie, la scimmia Fulang Chang, le persone che si riuniscono nella cucina piastrellata. Ma soprattutto, impariamo a conoscere Frida. Per lei e Diego Rivera l’abbondanza di cibo era fondamentale. Entrambi erano soliti intrattenere gli ospiti e offrire loro sontuosi pasti con una dozzina di portate. In segno di solidarietà con i poveri, al banchetto di nozze Diego decretò che tutti dovessero mangiare con le tortillas anziché con forchetta e coltello.







