Unanimemente acclamato come il più emblematico valore aggiunto della Repubblica, il Capo dello Stato festeggia oggi l’85esimo compleanno. Una ricorrenza privata personale, che per la convergenza augurale dell’intero arco parlamentare e di moltissimi Capi di Stato e di Governo di tutto il mondo assume per l’Italia una straordinaria valenza politica. Conversazione di Gianfranco D’Anna con Mario Breda, quirinalista del Corriere della Sera
Standing ovation, applausi, commozione: non c’è ingresso in cerimonie o manifestazioni, passaggio fra la folla del Presidente Sergio Mattarella che non susciti sincera emozione e partecipazione popolare.
“Sergio Mattarella il Tenace, il Calmo, l’anti eroe”, lo descriveva l’indimenticato editorialista e scrittore Giampaolo Pansa su Repubblica, nel febbraio del 1989, in un reportage dalla Palermo assediata e insanguinata dalla mafia. “Osservo il limpido fervore di Mattarella e mi vien da pensare: mio Dio, che illuso! Mi chiedo – sottolineava allora Pansa – come reggerà fra i carriaggi, le truppe, le grandi armate, i compromessi di potere, i pateracchi, i cinismi, le piccole viltà. Lui sorride, e nel sorriso si legge la risposta: talvolta la goccia e più efficace del torrente in piena. I piccoli passi sono importanti almeno quanto i grandi movimenti che suscitano clamore. Poi, di colpo, – scriveva ancora Pansa – mi ricordo di suo fratello Piersanti: si fece uccidere, a Palermo, per dar sostanza a tante giuste illusioni. E allora concludo: sì, meglio aspettare, meglio sperare”.











